D’Alberto: «Finalmente la città può appropriarsi del suo stadio»

29 Settembre 2024

Il sindaco: «L’accordo con Iachini è sostenibile e ci permetterà di evitare un contenzioso eterno Per la gestione futura andrà scritto bene il bando. L’opposizione? Ha fatto solo un teatrino»

TERAMO. Forte dell’appoggio della tifoseria, certo di quello compatto della sua maggioranza, incurante delle proteste dell’opposizione. Il sindaco Gianguido D’Alberto difende a spada tratta l’accordo tra il Comune e il gestore dello stadio Bonolis Franco Iachini che domani dovrà essere votato in consiglio comunale e permetterà la risoluzione della convenzione tra l’ente e il privato, aprendo una nuova era per l’utilizzo dell’impianto.
D’Alberto, partiamo dalla minoranza che vi accusa di non aver fornito tutti i documenti. Proteste fondate?
«Assolutamente non fondate. Anzi: con l’ultima trasmissione abbiamo dato loro più del dovuto tra cui atti della controparte, atti di giudizio non nella disponibilità del Comune; quindi hanno anche più di quello che dovevano avere. Segno di una trasparenza evidente. Abbiamo fatto due commissioni durate complessivamente circa otto ore, presenti i tecnici, in cui tutti i dubbi sono stati fugati e chiariti. E sono tutti favorevoli i pareri che corredano l’atto, a cominciare da quello dei revisori dei conti. Quello che è stato messo in atto in questi giorni è solo un teatrino, dettato dalla difficoltà dell’opposizione di contrapporsi a una scelta politico-amministrativa virtuosa e vincente».
Entriamo nel merito di questa scelta. Che cosa deve votare domani il consiglio?
«La decisione con la quale finalmente la città si riappropria del suo stadio, o meglio se ne appropria, perché il Bonolis non l’ha mai avuto. Nel 2008 l’impostazione della concessione è stata molto sbilanciata sulla parte privata e questo ha creato fin da subito grossi problemi. Ogni anno, anche prima di Iachini, c’è stata conflittualità tra i gestori e la società calcistica. Ora il Comune sotto la spinta della città, in particolare la spinta importante e fondamentale dei tifosi, realizza una svolta epocale. Ma non c’è solo la comunità sportiva: l’interesse pubblico sotteso a questa scelta è porre fine a una convenzione che sarebbe sempre in continua rincorsa del privato. La mancata chiusura di questa convenzione sbagliata avrebbe conseguenze permanenti, facendo sì che il Comune di Teramo apra un contenzioso sine die con il gestore, qualsiasi sia l’esito dell’arbitrato. Lo hanno detto i legali: se non si coglie questa occasione, si apre uno scenario in cui Comune potrebbe dover pagare una somma doppia di quella prevista a titolo d’indennizzo, e si riprenderebbe lo stadio solo a pagamento saldato. L’indennizzo previsto è di 4 milioni e 350mila e viene coperto integralmente grazie agli affitti previsti per la parte commerciale già attiva (151mila euro l’anno) e per quella grezza che verrà affittata in futuro (260mila per i primi sei anni, 340mila per i successivi sei). L’anticipo di due milioni ci permette anche di abbattere il costo degli interessi. Insomma, è un’operazione sostenibile».
Poi però si aprirà un altro capitolo: dovrete mettere a gara la gestione, con il rischio che vada deserta.
«La parte sportiva andrà a gara con una pianificazione economico-finanziaria e a condizioni che toccherà a noi stabilire. Andremo a riscrivere le regole della gestione, finora resa difficoltosa da una convenzione fatta male. Noi, insomma, stiamo liberando il Bonolis. Non sono preoccupato, dipenderà da come scriveremo il bando: bisogna consentire a chi parteciperà di investire su quell’impianto, che di fatto in questi anni è rimasto bloccato: lì ci sono opportunità di valorizzazione che non sono state sfruttate, ad esempio il fotovoltaico. Di certo torna nel patrimonio comunale uno stadio che ha dimostrato di essere tra i più appetibili del centro-sud».
La maggioranza domani sarà compatta?
«Abbiamo fatto un lavoro importante, mi auguro ci sia una risposta importante a quello che la città ci chiede da tanti anni. E anche il centrodestra, se e quando tornerà a governare la città, si gioverà di questo accordo. Del resto noi in questi anni ci siamo caricati tutta una serie di debiti del passato che non saranno più scaricati sul futuro».
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