D’Alberto: «Gatti e Brucchi incapaci di intercettare fondi»

27 Settembre 2016

TERAMO. «Da Paolo Gatti non accettiamo lezioni sulla sicurezza nelle scuole, visto che ha tenuto per anni la delega alla scuola in Comune e Regione e ha avuto fino a qualche mese fa un suo assessore...

TERAMO. «Da Paolo Gatti non accettiamo lezioni sulla sicurezza nelle scuole, visto che ha tenuto per anni la delega alla scuola in Comune e Regione e ha avuto fino a qualche mese fa un suo assessore di riferimento, cioè Rudy Di Stefano, al patrimonio e alla protezione civile». Così Gianguido D'Alberto, capogruppo del Pd in consiglio comunale, replica a Gatti dopo che quest'ultimo avrebbe rilevato un’incongruenza nel fatto che, mentre i consiglieri teramani accusano sulle verifiche antisismiche il Comune, esponenti teramani del Pd in Regione hanno votato contro la proposta di destinare i 10 milioni di euro della funicolare alla messa in sicurezza delle scuole.

«La situazione attuale delle scuole sconta l'incapacità di programmare e intercettare fondi di cui Gatti e Brucchi sono i principali responsabili» dice D'Alberto. «Oltre alle ragioni di curriculum che hanno visto Gatti tra i protagonisti di quel “Modello Teramo” che ha gestito la città negli ultimi 12 anni, ci sono ragioni di incapacità amministrativa che si sono evidenziate fin dal terremoto dell'Aquila e che non permettono alla compagine "gattiana" di consigliarci il silenzio. Basti pensare alla paralisi delle pratiche sul sisma del 2009, o al fatto che il Comune di Teramo si è trovato a respingere le domande agli asili nido di circa 130 bambini perché il Comune non era nelle condizioni di partecipare al bando della Regione che concedeva fondi e avrebbe permesso di far scivolare le graduatorie». D'Alberto spiega che questa situazione si sarebbe verificata dopo che nel 2012 la giunta Chiodi ha stabilito che per l'accreditamento degli asili era necessario l'adeguamento alla normativa antisismica. «In tre anni il Comune avrebbe avuto tutto il tempo per adeguarsi», spiega D'Alberto, «invece è rimasto fermo e alla scadenza dei tre anni non aveva i requisiti per partecipare al bando della Regione. Addirittura non si è mai costituito nemmeno l'organismo tecnico per la valutazione degli accreditamenti. A causa di queste inadempienze stiamo smantellando l'intero sistema pubblico degli asili nido per cui adesso le dichiarazioni di Gatti sui fondi del Masterplan appaiono solo un disperato tentativo di mascherare le responsabilità».

Anche Maria Rita Santone, consigliere d'opposizione di Teramo Cambia, è intervenuta per contestare le dichiarazioni del vicepresidente del consiglio regionale ricordando che la Protezione civile, fino a novembre 2015, ha finanziato 242 interventi di messa in sicurezza delle scuole. «Tra questi non c'è nemmeno uno del Comune di Teramo», spiega Santone, «semplicemente perché da questa amministrazione non è mai stato presentato un progetto. Visto che le risorse c'erano, viene da chiedersi, quindi, cosa abbia fatto l'attuale consigliere regionale Paolo Gatti, che oggi accusa l'opposizione di "preferire la funivia alle scuole sicure"».(m.d.t.)

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