D’Alberto: «I numeri effettivi sui residenti indicano una ripresa»

3 Aprile 2024

Il sindaco corregge i dati dell’Istat sulla popolazione in città: «Siamo 52.490, ma dobbiamo investire ancora sul rilancio»

TERAMO . «I dati reali e più aggiornati indicano una ripresa demografica in città», A sottolinearlo è il sindaco Gianguido D’Alberto che snocciola i numeri elaborati dall’ufficio anagrafe e riferiti al 31 dicembre dell’anno scorso. Si tratta di cifre che non collimano con quelle diffuse dall’Istat secondo cui Teramo è a 51.526 residenti, facendo segnare un saldo negativo di 2.472 abitanti rispetto al 2020 quando in città vivevano 53.998 persone. «I dati dei nostri uffici indicano che la popolazione è di 52.490 cittadini», spiega il sindaco, «con una tendenza in ripresa rispetto al periodo precedente». D’Alberto indica proprio nel 2020 l’anno di maggior calo demografico che imputa agli effetti del sisma aggravati dalla pandemia. «Il trend negativo dipende da fatti che risalgono a periodi precedenti, non è una giustificazione ma una costatazione logica», puntualizza, «dobbiamo comunque consolidare la ripresa, migliorando i servizi e puntando su investimenti pubblici». La ricostruzione post-sisma e le grandi opere, per le quali l’amministrazione ha approntato un piano da 150 milioni in tre anni, dovrebbero incentivare la crescita demografica. «Scontiamo anche il saldo fortemente negativo tra morti e nati», fa notare D’Alberto, «i decessi sono arrivati al doppio delle nascite: si tratta di un fenomeno generale che, in base agli ultimi dati, stiamo già assorbendo». Il sindaco sottolinea ulteriori aspetti.
«Ci sono da valutare i cambi di residenza figurativi, riferiti a cittadini che comunque vivono nei comuni di origine», osserva, «di cui beneficiano le zone costiere di città di media grandezza come Teramo ma anche Ascoli». D’Alberto fa anche notare che la crisi demografica si inserisce in un contesto più ampio e secondo lui fonte di maggiore preoccupazione che coinvolge l’Abruzzo. «Le proiezioni elaborate dalla società Open Polis dicono che nel 2042 in regione ci saranno 100mila residenti in meno», tiene a evidenziare, «e questo implica la necessità di avviare iniziative politico-istituzionali finalizzate a frenare questa emorragia». Nel quadro abruzzese, riferendosi ai dati dell’Istat, il primo cittadino fa comunque notare che la provincia di Teramo «resta comunque stabile».
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