D’Alberto: il decreto sisma è deludente

Il sindaco: «Restano in piedi tutte le criticità lamentate, dal personale destinato agli uffici agli aiuti alle imprese»
TERAMO. «Non risponde alle attese dei territori per avviare davvero concretamente il processo della ricostruzione». In queste parole il sindaco Gianguido D’Alberto racchiude il giudizio lapidario sul decreto sisma appena approvato in Senato. «Sebbene il metodo applicato sia apprezzabile, perché per la prima volta in fase di stesura si è dato vita ad un lavoro di interlocuzione con le istituzioni locali e i territori», sottolinea il primo cittadino, «il risultato è deludente». La valutazione negativa deriva dalla constatazione che «restano tutte in piedi le forti criticità lamentate». Per D’Alberto, in veste anche di presidente regionale dell’Anci (l’associazione dei comuni), è dunque necessario un ulteriore intervento normativo tramite la Finanziaria o il cosiddetto decreto milleproroghe di fine anno.
«Si continua a immaginare la nostra situazione come se fosse ordinaria», insiste il sindaco, «essa invece è straordinaria». Di fatto sono tutt’ora inevase le richieste messe sul tavolo nei mesi scorsi dai rappresentanti istituzionali delle aree colpite dal sisma del Centro Italia. «Il personale: rimangono le 200 unità da distribuire fra Usr e i 139 comuni», segnala D’Alberto, con la conseguente impossibilità da parte delle amministrazioni locali di applicare la disposizione che consente a loro di farsi carico della ricostruzione leggera. «Tali unità non sono state nemmeno trasferite perché mancano le ordinanze commissariali», fa notare, «e questo ha fatto perdere più di sei mesi al processo». Insoddisfacente la risposta anche per la semplificazione della ricostruzione pubblica per scuole ed edilizia popolare. E ancora, aggiunge D’Alberto: «Norme per agevolazioni puntuali economiche, fiscali, finanziarie a favore delle attività produttive: tutto disatteso». Il sindaco chiede misure in Finanziaria e nel Milleproroghe che riconoscano una volta per tutta l’eccezionalità della situazione delle aree colpite dal sisma 2016-2017 anche in deroga alla disciplina vigente. «Occorre quel coraggio che è mancato anche in questo caso», conclude, «e che traduca le esigenze di comunità in atti concreti e interventi davvero risolutivi».
Meno tranciante è il giudizio sul decreto di Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e coordinatore delle associazioni dei comuni regionali. «Abbiamo ottenuto miglioramenti con le norme che riguardano le centrali uniche di committenza», afferma, «la maggiorazione dei contributi in caso di demolizione e ricostruzione di strutture con murature di grande spessore, le ulteriori unità di personale, le proroghe di mutui, tributi e busta pesante». Apprezzabile è ritenuto l’inserimento nel testo di «percorsi per il superamento delle problematiche relative alla ricostruzione di edifici demoliti o da demolire, sebbene questo tema richiederebbe ulteriori semplificazioni». Anche per Mangialardi, però, «restano criticità rispetto ai segretari comunali, alla proroga dei contratti oltre i 36 mesi per il personale a tempo determinato, alle semplificazioni al codice dei contratti in merito agli affidamenti di lavori sotto soglia comunitaria, così come per l'introduzione di procedure per il controllo degli stati di avanzamento lavori e del pagamento alle imprese, oltre che dell’introduzione della zona economica speciale».
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