D’Alberto: il piano della mobilità fa funzionare meglio i parcheggi

Il sindaco frena le critiche di commercianti e opposizione sull’estensione delle zone a traffico limitato: «Osservazioni utili, il documento sarà condiviso e resterà flessibile per migliorare la qualità della vita»
TERAMO . Liberare il centro storico riorganizzando gli stalli e spingere a un uso più massiccio dei parcheggi multipiano. Sono queste per il sindaco Gianguido D’Alberto le azioni inserite nel Pums da attivare in via prioritaria. Interventi dai quali, con un effetto a catena, si dovrà partire per consentire la graduale attuazione del piano della mobilità sostenibile che in queste settimane è oggetto di discussione in città. Un piano che «abbiamo fortemente voluto, benché qualcuno ne rilevi la non obbligatorietà di legge, perché ci consentirà di migliorare la città, sotto il profilo urbanistico e in termini di qualità della vita e attrattività, aprendola e non chiudendola», spiega D'Alberto che sottolinea come il Pums sia «una bozza scaturita da precisi studi tecnici, ma assolutamente aperto al confronto e a ogni modifica: non è un documento rigido, infatti lo stiamo discutendo con la città, e non lo sarà anche in futuro. È uno strumento flessibile che potrà adeguarsi ai mutamenti di domani».
La fase di confronto si è aperta giovedì in un primo incontro tra amministrazione, cittadini e tecnici della società Mic Hub che ha redatto il piano. Questi ultimi hanno spiegato come è nato il Pums, a quali obiettivi mira e come si propone di raggiungerli. Commercianti, professionisti, consiglieri comunali e residenti del centro storico hanno detto la loro, anche con toni accessi e di dissenso, soprattutto sull’estensione della Ztl. Critiche che non intimoriscono l’amministrazione poiché «sono utili, necessarie e connaturate a piani di questo genere non solo a Teramo ma in tante città dove arriva in discussione un Pums», dice D'’Alberto, «è più che normale che interventi che vanno a cambiare lo stato delle cose diano luogo a scontri e pareri contrastanti: ci sono diverse esigenze da considerare e la finalità è di trovare un equilibrio». Se i residenti del centro sembrano aver accolto di buon grado l’eventuale allargamento della Ztl, con posti riservati a loro e ai commercianti, proprio quest’ultima categoria appare più divisa. Questo, almeno, è il quadro emerso dall’incontro di giovedì. «Gli incontri che abbiamo organizzato da qui alle prossime settimane serviranno a spiegare cosa prevede il Pums, come è attuabile e modificabile. Vogliamo raccogliere pareri e suggerimenti per arrivare a votare in consiglio un documento il più condiviso e partecipato possibile», chiarisce il sindaco che si dice aperto anche agli scontri purché «finalizzati a costruire qualcosa e non semplicemente a distruggere e fermare un percorso che può solo fare bene alla città: per la prima volta Teramo ha una grande possibilità, che deriva dall’adottare uno strumento formidabile di programmazione e sviluppo. Riorganizzare la viabilità, i parcheggi, aprire o limitare degli spazi, implementare la mobilità alternativa è complicato per una realtà come la nostra che per decenni ha fatto interventi spot: ma se il tema è spinoso e divisivo non significa che non vada aggredito», aggiunge D’Alberto. Il primo passo che per l’amministrazione va fatto è quello della riorganizzazione degli stalli in centro: limitare le soste lunghe favorendo i ricambi rapidi, tutelando residenti e commercianti. A questo si vuole accompagnare il rilancio dei parcheggi multipiano che vanno sfruttati di più e connessi meglio, anche riproponendo il bus navetta di collegamento col centro storico. Tra gli interventi in prima battuta anche la riqualificazione del parcheggio coperto di piazza Donatori di sangue: da tempo in abbandono, potrebbe rappresentare insieme a quello San Francesco e San Gabriele il terzo hub intermodale per snellire e riordinare il traffico. Tra le proposte inserite nel Pums c’è anche la chiusura al traffico di ponte San Ferdinando, a eccezione del trasporto pubblico, bici e pedoni. Un'idea che «a breve termine evidentemente non può essere attuata perché non ci sono le condizioni, ma rientra in una visione che da qui a dieci anni ci può permettere di avere una città più vivibile, meno inquinata, più vicina agli standard europei», conclude il sindaco.
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