D’Alberto incontra gli sfollati Tempi stretti per una soluzione

9 Febbraio 2020

Il sindaco visita le famiglie teramane ospitate negli hotel, che presto dovranno lasciare le strutture Le scadenze incombono, il 30 aprile è il termine ritenuto «congruo» per trovare altre sistemazioni 

TERAMO. Tempi strettissimi per la conferma delle misure di sostegno agli sfollati del sisma. Il mantenimento del contributo di autonoma sistemazione o dell’accoglienza in hotel rende necessario, da parte dei beneficiari, firmare una dichiarazione che attesti la permanenza dello stato di disagio a cui sono legati i provvedimenti assistenziali. A ricordare tempistica e criteri degli adempimenti introdotti con l’ordinanza della Protezione civile del novembre scorso, che ha rivisto l’assistenza ai terremotati al fine di contenere le spese finora sostenute, è stato il sindaco Gianguido D’Alberto durante l’incontro con le famiglie teramane tutt’ora ospitate negli hotel. Il primo cittadino ieri mattina ha visitato le strutture ricettive illustrando la situazione agli sfollati.
«Si tratta di una fase particolarmente delicata», spiega il sindaco, «in cui l’obiettivo dell’amministrazione è di consentire ai cittadini di effettuare una scelta consapevole». Per le famiglie accolte negli hotel, infatti, la scadenza per la presentazione della dichiarazione è fissata al 17 febbraio, lunedì della settimana prossima. Di un mese, quindi a metà marzo, è prolungato il termine previsto per l’adeguamento richiesto agli sfollati che percepiscono il Cas. La tempistica differenziata è dovuta all’orientamento del governo teso a limitare la permanenza dei terremotati nelle strutture ricettive, che comporta costi ingenti per lo Stato.
«Coloro che hanno registrato inagibilità con esito ‘E’ e che abbiano partecipato al bando, sono in attesa di ottenere gli alloggi di nuova costruzione messi a disposizione dalla Protezione civile regionale», fa sapere gianguido D’Alberto, «destinati ad accogliere circa 80 famiglie del territorio comunale». Per questi, dunque, è possibile una proroga della permanenza negli hotel.
Restano, comunque, alcuni aspetti da chiarire. In una nota inviata al capo dipartimento nazionale della Protezione civile, il primo cittadino ha segnalato situazioni di accertata impossibilità, rientranti nelle casistiche indicate nell’ordinanza di novembre, da parte di alcune famiglie a lasciare in tempi brevi le strutture. D’Alberto ha così indicato il 30 aprile come termine congruo entro cui gli sfollati che non possono continuare a beneficiare dell’ospitalità alberghiera trovino una sistemazione alternativa, accedendo all’erogazione del contributo di autonoma sistemazione. Questa scadenza, inoltre, risulterebbe adeguata per consentire ai proprietari degli hotel di riorganizzarsi in vista della prossima stagione estiva. Nel frattempo l’amministrazione comunale appronterà le ulteriori proroghe per chi non è in condizioni di lasciare le strutture recettive. Tra questi, secondo le disposizioni contenute nell’ordinanza di novembre, ci sono ad esempio famiglie i cui figli stanno frequentando scuole nel comune in cui si trova l’hotel e quelle che dimostrino di non aver trovato un alloggio adeguato alle loro esigenze.
«Sono soddisfatto della continua interlocuzione che abbiamo con tutti i dipartimenti interessati alla vicenda del sisma», tiene comunque a precisare D’Alberto, «ogni volta che vengono presentate istanze riservano loro la massima attenzione, con l’obiettivo di tutelare una popolazione che da più di tre anni, ancora non riesce a vedere uno spiraglio di luce, in termini di ricostruzione».
Il sindaco, al di là dell’aspetto informativo, attribuisce una valenza particolare alla visita che ha svolto ieri alle famiglie negli hotel. «Vuole essere anche una testimonianza del fatto che gli sfollati possono sempre fare affidamento su un’amministrazione che non li lascerà soli mai», conclude, «e che continua quotidianamente a far sentire la propria voce a livello nazionale con l’obiettivo unico di poter ridare le giuste speranze a chi da troppo tempo le ha perse, mediante l’accelerazione del processo di ricostruzione».
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