D’Alberto: «L’ex scuola Febbo lasciata nell’abbandono»

15 Luglio 2017

TERAMO. «Uno spettacolo indecoroso e vergognoso». Gianguido D’Alberto e Antonio Filipponi, capigruppo in Comune di “Insieme possiamo” e “Teramo cambia”, definiscono così la situazione dell’ex scuola...

TERAMO. «Uno spettacolo indecoroso e vergognoso». Gianguido D’Alberto e Antonio Filipponi, capigruppo in Comune di “Insieme possiamo” e “Teramo cambia”, definiscono così la situazione dell’ex scuola Carlo Febbo di San Nicolò.
Nonostante le reiterate denunce pubbliche e le interrogazioni rivolte in aula all’amministrazione, i due consiglieri fanno notare che l’immobilismo dell’amministrazione ha determinato «l’inesorabile peggioramento del degrado e l’inaccettabile stato di abbandono» della struttura e dell’area circostante. Così, l’intervento di riqualificazione che potrebbe riservare alla cittadinanza l’opportunità di usufruire di uno spazio pubblico multifunzionale resta solo sulla carta. «La totale inerzia e le false promesse dell’amministrazione con ci portano nuovamente a chiedere con maggiore forza: che fine ha fatto la più volte annunciata validazione del progetto esecutivo, propedeutica alla gara e ai lavori?», attaccano D’Alberto e Filipponi, «esiste il rischio che gli inaccettabili ritardi possano incidere sullo stanziamento e sulla copertura finanziaria? Le risorse sono materialmente ancora a disposizione e sono sufficienti a coprire l’esecuzione dei lavori considerato anche l’impatto dei recenti eventi sismici?».
I consiglieri chiedono spiegazioni anche sul mancato coinvolgimento dei cittadini nella scelta della futura destinazione dell’ex scuola. «L’intera zona, previa bonifica, va destinata esclusivamente a finalità pubbliche e collettive», ribadiscono, «l'immobile può essere utilizzato come palazzo civico e luogo decentrato di rilevanti servizi e può essere creato un centro di aggregazione per i giovani con la contestuale creazione di una biblioteca, di una sala polifunzionale destinata ad eventi ed incontri e di un punto di coordinamento per le varie e numerose associazioni». L’area esterna, invece, va trasformata in spazio verde attrezzato da dedicare a famiglie e bambini. (g.d.m.)
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