D’Alberto: la mia maggioranza ha retto ai tentativi d’indebolirla

24 Dicembre 2021

Il sindaco sulle recenti elezioni di secondo livello: «Abbiamo fronteggiato un autentico assalto E sui nostri numeri si è basato il buon risultato della lista di centrosinistra, la più votata delle tre»

TERAMO. «Per quanto mi riguarda le elezioni provinciali sono politicamente irrilevanti come tutte le elezioni di secondo livello, che non misurano il consenso della comunità e si basano su rapporti e accordi sganciati dalla vera politica. Infatti non si è parlato minimamente dei problemi del territorio e di come risolverli». Fatta questa premessa, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto accetta di parlare al Centro dei riflessi e possibili conseguenze delle ultime provinciali sulla politica cittadina.
D’Alberto, alle provinciali la sua maggioranza ha tenuto?
«C'è stato un tentativo molto forte di indebolirla, una sorta di assalto a Teramo, ed è fallito perché la mia maggioranza ha dimostrato di tenere in modo molto solido. Sono mancati due voti? È irrilevante. Il dato numerico, se letto con attenzione, dice che la lista La Casa dei Comuni si è collocata al primo posto nella competizione eleggendo cinque consiglieri e superando il 41%. Se consideriamo che Italia Viva nella precedente consiliatura stava nel centrosinistra con due consiglieri e adesso sta nel centrodestra, si può dire che il centrosinistra è passato da quattro a cinque seggi. Il centrosinistra si è presentato con una coalizione allargata, è un laboratorio di tante esperienze che vede Teramo al centro perché il risultato della lista si regge sulla tenuta importante di Teramo. È un percorso che diventa un riferimento per le prossime elezioni locali e regionali».
La nascita del patto Gatti-Sottanelli? Dopo le elezioni rosetane lei aveva gridato alla sconfitta del patto Gatti-Ginoble e ora ne nasce un altro...
«È stata un’operazione puramente tattica, legittima, comprensibile, ci sta: ma le elezioni di Roseto restano e sono elezioni vere, consenso vero, e lì un certo modo di fare politica è stato sconfitto».
Il “Gattinelli” sarà riproposto, probabilmente anche alle comunali di Teramo del 2023.
«Non è una cosa che mi riguarda. Fino al 2023 c'è tanta strada da fare, io penso ad amministrare e chi riterrà di portare avanti con me un'esperienza di prospettiva e di cambiamento rispetto alla vecchia politica appoggerà questo percorso».
È vero che è stato lei a far fallire il progetto di una lista unitaria alle provinciali perché voleva metterci dentro anche il Ruzzo?
«Sottanelli voleva fare una lista unitaria mettendo dentro forze politiche e gruppi personali, io ho chiesto un ragionamento di prospettiva con una lista istituzionale che schierasse i sindaci rappresentativi di tutte le aree e tutte le sensibilità. E ho detto: se si apre un tavolo provinciale trasversale, affrontiamo tutte le tematiche. E il tema del Ruzzo è centrale, perché da qui al 2023 dobbiamo capire se si riuscirà a riaffidare il servizio idrico al Ruzzo, date le condizioni in cui la società si trova».
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