D’Alberto: la svolta c’è, Roma ci ascolta

Il sindaco e presidente regionale Anci: «Il sisma è diventato finalmente un tema di governo, grazie al lavoro di Legnini»
TERAMO. È il «messaggio politico» quello che il sindaco Gianguido D’Alberto più apprezza del “Decreto agosto” per la parte che interessa l’emergenza post-sisma. «Il punto di forza», sottolinea il primo cittadino che è anche presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni, «è che le ricostruzioni, quella pubblica e quella privata, sono diventate un tema di governo». Per la prima volta, intende evidenziare D’Alberto, le sollecitazioni partite dai territori sono state inserite subito nel testo del provvedimento senza dover attendere gli emendamenti proposti in sede di dibattito parlamentare. Un risultato da accreditare, per il sindaco, al commissario Giovanni Legnini, «presenza autorevole, capace di interloquire con il governo e di trasmettere, insieme ai nostri parlamentari, le esigenze delle aree del cratere».
La risposta diretta alle esigenze poste dalla ricostruzione, che in altri decreti sono arrivate solo con le modifiche apportate alla Camera e al Senato prima delle rispettive conversioni in legge, per D’Alberto «indica il cambio di passo rispetto al passato». L’accoglimento diretto delle istanze provenienti “dal basso” si è concretizzato soprattutto nella stabilizzazione del personale impegnato nelle pratiche per la ricostruzione negli uffici speciali e nei Comuni. «I costi dell’operazione però non possono ricadere sugli enti locali», tiene a precisare il primo cittadino, «ma se ne deve far carico il governo per tutta la durata dell’emergenza: è chiaro che dopo passeranno sotto le competenze delle amministrazioni». Anche la proroga dello stato di emergenza a dicembre 2021 è un dato positivo. «L’avevamo chiesta più lunga», sottolinea D’Alberto, «ma almeno non è arrivata a fine dicembre, lasciandoci nell’incertezza come in passato». Questo è uno dei punti su cui il presidente abruzzese dell’Anci insisterà. «La proroga deve essere almeno triennale», tiene a precisare, «perché è evidente che, nonostante i passi in avanti, l’emergenza non finirà nel 2021».
Il fatto che anche Legnini abbia fatto riferimento ai possibili miglioramenti delle misure in fase di conversione del decreto per D’Alberto è indicativo dei margini di mediazione con il governo. «Abbiamo la fortuna di avere un interlocutore che, con i parlamentari del territorio, riesce a far tradurre in norme le nostre richieste», ribadisce il primo cittadino, «e non è più il tempo di risposte parziali, bisogna avere coraggio». D’Alberto insiste sulla necessità dell’ulteriore incremento di personale rispetto ai duecento tecnici in più assegnati l’anno scorso a Comuni e uffici speciali per la ricostruzione e si unisce al governatore Marco Marsilio nella richiesta di un incontro con il premier Giuseppe Conte. «È un passaggio necessario», osserva, «per tenere aperto il tavolo con il governo sul sisma del Centro Italia». Da fare ce n’è ancora tanto, ma rispetto al recente passato più di qualcosa è cambiato. «Ora gli strumenti per operare ci sono», conclude il sindaco, «a cominciare dall’ordinanza 100 che rappresenta l’unica strada per accelerare la ricostruzione privata». Chi la critica per D’Alberto «commette un errore madornale».
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