D’Alberto: Legnini resti guida della ricostruzione

24 Novembre 2022

Appello al Governo nell’assemblea nazionale dell’associazione dei Comuni: «Vanno garantite risorse e confermata la semplificazione delle procedure»

TERAMO . La ricostruzione post-sisma del Centro Italia deve restare una «priorità nell’agenda del Governo». A lanciare la sollecitazione è il sindaco Gianguido D’Alberto dal palco dell’assemblea nazionale dell’Anci. Il primo cittadino, che è anche presidente regionale dell’associazione dei Comuni, di fronte ai colleghi arrivati a Bergamo da tutta Italia mette al centro del dibattito l’attività di rilancio dei territori feriti dai terremoti tra fine 2016 e inizio 2017. Per D’Alberto va mantenuta alta «l’attenzione per le aree del cratere sismico, garantendo risorse umane e finanziarie e confermando la semplificazione ottenuta in questi anni, in tema di ricostruzione, grazie al lavoro congiunto dei sindaci, delle Anci regionali e del presidente nazionale Antonio Decaro, del commissario Giovanni Legnini e delle Regioni».
Davanti alla platea, dove tra gli altri sedevano i ministri Matteo Salvini (infrastruttture e trasporti) e Daniela Santanchè (turismo), il primo cittadino teramano ha sottolineato l’efficacia del percorso avviato negli ultimi due anni, in pratica da quando la struttura commissariale post-sisma è guidata da Legnini. «Abbiamo compreso che non si può parlare di ricostruzione se non si affianca a quella materiale una rigenerazione complessiva», ha evidenziato, «che sia contestualmente urbana, sociale, economica, turistica, culturale e ambientale». D’Alberto ha ricordato le misure in campo, come il fondo complementare del Pnrr e il Contratto di sviluppo istituzionale, richiamando l’esigenza di «sviluppo organico della macro regione» ricompresa tra i crateri 2009 e 2016. D’Alberto ha colto l’occasione anche per evidenziare il «ruolo centrale» che Teramo intende giocare nell’area vasta della ricostruzione. A questo proposito ha citato, in particolare, il recupero del teatro romano, definendolo centrale «in quanto il capoluogo deve necessariamente trainare i comuni più piccoli all’interno del proprio territorio», ma ha posto in rilievo anche la valorizzazione del parco fluviale «un anello verde di otto chilometri che abbraccia la città, una vera e propria infrastruttura ambientale e che rappresenta un hub non solo per Teramo ma per l’intero territorio».
Queste progettualità ha consentito alla città di essere capofila di 26 comuni, tra cui L’Aquila e Amatrice per un intervento finanziato proprio con il fondo complementare del Pnrr. «Si tratta di un progetto che va a riconnettere i sentieri e i percorsi cicloturistici dell’area del cratere, valorizzandone le ricchezze culturali e ambientali», ha spiegato, «potenziandone anche i servizi di informatizzazione e digitalizzazione».
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