D’Alberto: opere strategiche per disegnare la Teramo del futuro

Il sindaco punta su teatro romano, ex manicomio, sede del Braga e residenza universitaria «Mettendo a sistema questi interventi potremo valorizzare la vocazione della città e rilanciarla»
TERAMO. Lavorare su un doppio binario: da un lato dare risposte alle esigenze del presente, quali la gara per la Team, i parcheggi, gli asfalti; dall'altro ridisegnare i servizi guardando a quella che sarà la Teramo del futuro, mettendo a sistema le quattro opere destinate a cambiare il volto della città e valorizzarne la vocazione culturale e universitaria. E' uno dei principali temi affrontati durante la riunione di maggioranza al Ceppo dove sindaco e assessori, oltre a relazione sull'attività svolta dai vari uffici fino a questo momento, si sono confrontati sulle sfide per il futuro.
Sfide che per il primo cittadino Gianguido D'Alberto vanno declinate proprio nella messa a sistema del recupero funzionale del teatro romano, la realizzazione della residenza universitaria, quella della cittadella della cultura nell'ex manicomio e il recupero della sede storica del Braga. «La sfida più grande che dovremo affrontare nei prossimi anni e che è venuta fuori dalla riunione di maggioranza», commenta il primo cittadino, «è proprio quella di coniugare gli interventi che mirano a dare risposte alle esigenze odierne con la necessità di mettere a sistema le opere strategiche per valorizzare quelle che sono le principali vocazioni di questa città, che è poi il motivo principale per il quale siamo stati eletti. In questo senso da tempo stiamo portando avanti una sinergia istituzionale con tutti gli enti interessati, che adesso stiamo traducendo in atti formali». Il sindaco sottolinea come sia fondamentale anche il rinnovato rapporto di collaborazione con la Soprintendenza: «Sta dedicando una grande attenzione al territorio teramano. Per tanto tempo è stata vista e concepita come un freno alla crescita del territorio mentre oggi, proprio grazie alla rinnovata sinergia istituzionale tra i vari enti si sta lavorando tutti insieme per puntare sul rilancio della città, di cui la nostra amministrazione si sta facendo soggetto ispiratore anche quando non è soggetto attuatore». Il sindaco sottolinea come una volta realizzate le opere strategiche si aprirà anche una prospettiva urbanistica completamente diversa alla città. «Anche quando ragioniamo in termini di parcheggi, di trasporto pubblico», insiste D'Alberto, «non possiamo pensare solo alla Teramo di oggi, ma dobbiamo ripensarli immaginando come sarà la città quando saranno terminati questi interventi, che riporteranno Teramo ad essere un polo attrattivo. Ed è proprio questa la sfida più difficile e importante che ci troveremo di fronte. Per rendere un'idea del lavoro che si dovrà fare basti pensare alla prima formulazione del progetto della città della cultura, che prevedeva l'inserimento del liceo Braga all'interno di quel complesso o un teatro nello spazio esterno». Una prima formulazione che, secondo il primo cittadino, non teneva in considerazione né lo sviluppo e recupero del teatro romano, «che avrebbe portato una duplicazione di spazi teatrali all'aperto in città», né il recupero dello spazio esterno dell'ex carcere di Sant'Agostino. «La connessione tra i vari interventi è fondamentale», conclude, «ed è proprio in quest'ottica che orienteremo il lavoro futuro».
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