D’Alberto: «Ora il Mazzini è un ospedale sicuro»

Sopralluogo del sindaco che poi ha incontrato la direzione sanitaria e i capi dipartimento «Situazione completamente diversa rispetto a febbraio ma è stato perso troppo tempo»
TERAMO. Rilanciare la centralità dell'ospedale Mazzini, non solo in questo delicato passaggio dalla fase uno alla fase due, ma anche in prospettiva futura. È questa la priorità tracciata dal sindaco Gianguido D’Alberto, che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo al Mazzini, «a seguito delle iniziative istituzionali forti che abbiamo posto in essere», come ha tenuto a precisare, «per verificare i percorsi sanitari di sicurezza che sono stati introdotti nel corso delle ultime settimane». Sopralluogo che ha riscontrato il pieno rispetto di tutti i protocolli di sicurezza e al quale ha fatto seguito l'incontro con i capi dipartimento e la direzione sanitaria di presidio.
«Devo dire che la situazione oggi è completamente diversa rispetto a quella di febbraio», ha detto il sindaco, «ma la domanda che ci dobbiamo porre è perché c’è voluto tutto questo tempo per la predisposizione di percorsi sanitari che comunque consentissero l'accesso dall'esterno e un percorso interno secondo criteri di sicurezza. Se la situazione che abbiamo oggi fosse stata presente a fine febbraio si sarebbero verificate le stesse vicende? La risposta è no». Per il sindaco, che ha dichiarato come l'azione istituzionale posta in essere dal Comune non fosse rivolta «né contro il direttore generale né contro altre figure personalmente, ma contro una gestione sanitaria complessiva dell'azienda che è mancata», è l'ora di aprire una nuova fase, in vista della ripartenza, in cui il Mazzini deve assumere un ruolo centrale. «Se vogliamo aprire una nuova fase, un nuovo percorso», ha aggiunto D’Alberto, «rispetto al quale ci sarà poi un momento in cui si verificheranno le responsabilità, sia quelle politico-istituzionali quando qualcuno dovrà fare le nomine e le verifiche sia le responsabilità sulle azioni amministrative poste in essere, oggi è fondamentale fotografare la situazione». Questo, ha aggiunto, anche in relazione all'ordinanza emanata dal presidente della Regione Marsilio che riattiva tutta una serie di prestazioni ambulatoriali che erano state sospese. «Adesso bisogna rilanciare la centralità del contesto sanitario provinciale del Mazzini», ha ribadito il primo cittadino. «In questa fase di riapertura graduale delle attività e con il presidio di Atri destinato a ospedale Covid le attività ordinarie dovranno essere concentrate sugli altri presidi, a partire dall'ospedale Mazzini». Un rilancio, quello del Mazzini che ripropone con forza il tema del nuovo ospedale. «È un tema cruciale», evidenzia D'Alberto, «se avessimo avuto il nuovo ospedale ci saremmo trovati nella stessa situazione? La risposta è no. C'è un finanziamento sul quale dobbiamo investire e dobbiamo pretendere altri fondi». Tra i temi affrontati dal sindaco anche quello dei dispositivi di protezione individuale, rispetto al quale «permangono delle criticità, e alla filiera dei tamponi, dall'effettuazione alla comunicazione dei risultati, che è ancora troppo lenta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

