D’Alberto: «Per il nuovo ospedale non serve alcun atto del Comune»

Il sindaco ribalta su Marsilio l’accusa di voler perdere tempo: «Già chiara l’indicazione di Villa Mosca» I consiglieri regionali Mariani e Pepe: «Non hanno i soldi, a rischio i 120 milioni trovati da D’Alfonso»
TERAMO. «Se si vuol fare l'ospedale nuovo a Villa Mosca non serve alcun atto del Comune, ma solo una richiesta di permesso a costruire e i lavori possono partire domani». È uno dei passaggi centrali dell'intervento del sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto che ieri ha preso parte alla conferenza stampa convocata in città dai consiglieri regionali Sandro Mariani e Dino Pepe per fare il punto sul nuovo ospedale e sul dibattito che anima da giorni la politica locale e regionale. Dibattito innescato, con toni pungenti e stoccate al vetriolo, dal presidente della Regione Marco Marsilio che la scorsa settimana per ben due volte ha detto la sua sul tema puntando il dito contro il sindaco D'Alberto reo, a suo avviso, di non essere chiaro su dove collocare il nuovo ospedale. Per il governatore serve un consiglio comunale straordinario immediato nel quale votare il sito definitivo. E se fosse Villa Mosca, ha ripetuto in questi giorni Marsilio, si abbandonerà il progetto di Piano d'Accio.
Alle critiche ieri hanno replicato il centrosinistra regionale e il sindaco di Teramo, rinviando al mittente le accuse di voler prendere o perdere tempo. L'atmosfera nella quale i botta e risposta si susseguono in questi giorni è evidentemente elettorale, considerando che l'orizzonte del voto regionale è vicinissimo. Ma su questo D'Alberto dice di non consentire che «si faccia campagna elettorale sulla sanità teramana», definendo «scomposti» gli interventi recenti di Marsilio e parlando di improvvisa «retromarcia» della Regione sul nuovo ospedale: «Esiste un solo atto politico regionale che parla: è la delibera del 2022 col quale il centrodestra ha indicato Piano d'Accio come sito. Ed è su quel sito che è stato fatto lo studio di fattibilità. Non c'è altro», ha insistito D'Alberto, sottolineando come la Regione non abbia mai inviato né la suddetta delibera né il progetto al Comune e come, di contro, lui stesso nello scorso luglio abbia informato l'assessora alla salute Nicoletta Verì della volontà di realizzare l'ospedale a Villa Mosca. Volontà che per D'Alberto è chiara da tempo e “certificata” dall'approvazione delle linee programmatiche in consiglio comunale subito dopo l'inizio del suo secondo mandato. Il sindaco ha infine ribadito che il consiglio straordinario sulla sanità e sul nuovo ospedale si farà, il 6 o il 10 ottobre in base alla disponibilità di Asl e Regione entrambe invitate, ma ne verrà fuori «un nuovo atto politico, che ricalcherà la posizione già chiara dell'amministrazione sul sito prescelto: Villa Mosca», ha concluso.
I due consiglieri regionali hanno rimarcato la questione economica: i 120 milioni disponibili «erano stati intercettati dalla giunta D'Alfonso e sulla parte mancante ci si limita a parlare di mutuo: ma di questa possibilità non vi è alcun riscontro nei documenti. Questa giunta non ha reperito un euro. Si è limitata a uno studio di fattibilità in cinque anni», ha detto Pepe, etichettando come «imbarazzante» la conferenza stampa di Marsilio di una settimana fa. Mariani ha rincarato la dose sottolineando come la rete ospedaliera, nella quale va inserito il nuovo ospedale, non sia stata ancora neppure discussa «eppure abbiamo qui uno studio che dice che Piano d'Accio è il sito migliore; non ci viene detto dove e come si reperiscono i fondi per il nuovo ospedale e per riconvertire il Mazzini; e fino ad oggi la Regione non ha ritenuto rilevante il parere del Comune. Ora il rischio, in questo rimpallo elettorale, è che i 120 milioni reperiti da D'Alfonso vengano spostati altrove», ha aggiunto Mariani.
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