D’Alberto rinuncia all’asta per la Team

«Troppo costoso acquistare la quota privata». Sfuma la prospettiva di una società a capitale interamente pubblico
TERAMO. Il Comune non parteciperà all’asta per rilevare la quota privata della Team. Troppo alto il valore fissato dalla curatela fallimentare nominata dal tribunale di Venezia per il pacchetto azionario dell’Enertech, la società che ne era proprietaria prima di chiudere i battenti. Sfuma del tutto, quindi, la prospettiva di una Team a totale capitale pubblico. «Gli 1,2 milioni indicati come base d’asta sono lontani dall’effettivo valore della quota privata», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «perché la Team nel frattempo ha perso la commessa di Termoli e sono cambiate altre condizioni». Se il Comune sborsasse una somma non adeguata alle condizioni attuali dell’azienda, gli attuali amministratori si esporrebbero al rischio di dover risarcire con il proprio patrimonio un eventuale danno erariale.
«In ogni caso non si può chiedere alla collettività di sborsare una cifra simile» tiene a precisare il sindaco, «dopo che per anni i cittadini hanno pagato tariffe salatissime per la gestione della raccolta dei rifiuti». C’è dunque anche questione di principio. «Non abbiamo alcuna intenzione», precisa D’Alberto, «di partecipare a un gioco al rialzo con i privati tramite l’asta». L’iniziativa della curatela fallimentare, che trae spunto dall’offerta presentata dall’imprenditore teramano Franco Iachini per rilevare l’Enertech e dunque anche il pacchetto con il 49% delle azioni Team, suscita comunque forti perplessità nell’amministrazione cittadina. «Il quadro normativo nazionale e regionale che blocca gare e affidamenti dei servizi legati ai rifiuti», sottolinea D’Alberto, «non fornisce alcuna garanzia sul futuro gestionale». Non è scontato che il rapporto con la Team proseguirà così com’è stato finora. Chi si aggiudicherà l’asta, insomma, farà un acquisto a scatola chiusa. Al Comune resta comunque una riserva posta dalla clausola di gradimento del nuovo socio. L’amministrazione dunque verificherà competenze e solidità dell’aggiudicatario della quota messa all’asta. «Le priorità restano la continuità occupazionale, a garanzia dei lavoratori, e la riorganizzazione aziendale per il contenimento dei costi», chiarisce D’Alberto che non può fare a meno di ricordare gli errori del passato. «La difficile situazione attuale della Team deriva da una mala gestio che ha caratterizzato anche i rapporti tra Comune e società», conclude il primo cittadino, «e dalla scelta scellerata fatta nel 2010 di prorogare la convenzione per cinque anni, ritardando la procedura della gara a doppio oggetto per l’individuazione del socio privato e il riaffidamento dei servizi».
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