D’Alberto sarà delegato Anci per il cratere

2 Febbraio 2019

Il primo cittadino a capo del coordinamento abruzzese. L’ufficialità arriverà il 5 febbraio a Roma

TERAMO. L’ufficialità si avrà solo il 5 febbraio, nel corso di un incontro già fissato a Roma con il commissario per la ricostruzione Farabollini. Ma l’indicazione dei sindaci del cratere abruzzese è chiara: il delegato Anci che rappresenterà le loro istanze sarà il primo cittadino di Teramo Gianguido D’Alberto, che sarà a capo di una cabina di regia della quale entreranno a far parte un sindaco per la provincia di Teramo ed uno per la provincia dell’Aquila, un rappresentante per quelle realtà che vivono la situazione del doppio cratere ed uno per quei comuni che vivono la doppia problematica delle conseguenze del sisma e del dissesto idrogeologico.
Intanto, dopo la visita del sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla ricostruzione Vito Crimi il primo cittadino valuta positivamente gli impegni espressi nei giorni scorsi dal rappresentante del governo. Impegni, quelli relativi soprattutto allo snellimento delle procedure per i danni lievi, che di fatto per il primo cittadino vanno a recepire le istanze messe sul tavolo ormai da tempo dai sindaci del cratere. «Nel corso della visita a Teramo del sottosegretario Crimi», sottolinea D’Alberto, «abbiamo ribadito che il nostro auspicio è che questa sia l’ultima volta che un rappresentante istituzionale venga sul territorio per ascoltare. Il tempo è scaduto, servono risposte. Crimi sia nell’incontro in prefettura che in quello in provincia ha mostrato l’intenzione di aggredire ed affrontare i problemi in tempi ristretti. E questo è quello che noi chiediamo da tempo». Sul tavolo, in particolare, la necessità di non perdere altro tempo rispetto allo snellimento delle pratiche, con il sottosegretario che ha annunciato, entro un mese, la modifica alla legge 189 del 2016.
D’Alberto è poi tornato a sollecitare un aumento del personale all’interno dell’ufficio speciale per la ricostruzione e una rivalutazione del peso del cratere sismico abruzzese. «Ancora oggi continuiamo ad avere un peso percentuale di gran lunga inferiore rispetto ai danni che abbiamo avuto sul territorio», conclude D’Alberto, «inizialmente pesavamo per un 6 per cento, poi siamo passati al 10, ma siamo ancora lontani dal peso reale».
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