D’Alberto: «Sbloccate gli 87 milioni»

Il sindaco si rivolge al commissario invitandolo a fermare le polemiche e ad approvare al più presto l’ordinanza con i fondi
TERAMO. «Preoccupazione mista a sconforto». È questa la reazione manifestata dal sindaco Gianguido D’Alberto alle parole del commissario per la ricostruzione post terremoto Piero Farabollini. Nella polemica tra quest’ultimo e il presidente della Regione Marco Marsilio sul mancato utilizzo dei fondi stanziati dal governo per il ripristino delle case popolari è stato tirato in ballo anche il primo cittadino che replica con un rinnovato appello al senso di responsabilità dei rappresentanti delle istituzioni. «Credo che a tre anni dagli eventi sismici, con una ricostruzione sia pubblica che privata ancora ferma», premette D’Alberto, «continuare a muoversi su un piano di dichiarazioni, affermazioni, prese di posizioni in cui si cerca di spostare le responsabilità su altri piuttosto che valutare ciò che si poteva e doveva fare in base alle competenze, sia il modo più sbagliato per affrontare la situazionContinuaree». L’invito, dunque, è ad «avere un atteggiamento propositivo e costruttivo», soprattutto con un nuovo governo appena insediato, «al quale», dice il primo cittadino, «rappresentiamo questa enorme responsabilità: partire immediatamente con l’affrontare tutta la questione e dare risposte chiare; più risorse, più personale, sblocco della ricostruzione pubblica, normativa che alleggerisca le procedure».
L’atteggiamento collaborativo, a detta di D’Alberto, «è quello che dobbiamo ai nostri cittadini, senza dare responsabilità ad altri ma assumendoci le nostre competenze». Per il sindaco va recuperato lo spirito di piena collaborazione istituzionale grazie al quale, non più tardi di una decina di giorni fa, ha portato risultati per l’aumento delle risorse assegnate al cratere abruzzese. «Ora dobbiamo intervenire insieme, in concordia, per recuperare le opportunità perse», sostiene D’Alberto, «come l’ordinanza che è ancora sul tavolo del commissario e che consentirebbe di riproporre subito il finanziamento di 87 milioni di euro: che venga approvata subito e si consenta così di avere un quadro definito degli interventi per quanto riguarda l’edilizia popolare».
Un unico riferimento diretto da parte di D’Alberto alle critiche mossegli da Farabollini. «Non ho nessuna difficoltà a chiedere scusa ai miei concittadini sfollati», afferma, «semplicemente perché noi sindaci lo facciamo già ogni giorno ma non solo a nome nostro, bensì a nome di tutte le istituzioni della Repubblica che ancora continuano a sottovalutare la situazione e a non dare risposte». Il primo cittadino rinnova al commissario la preoccupazione sua e dei teramani rimasti senza casa chiedendogli di «farsi direttamente da tramite con il governo perché possano essere finalmente accolte le istanze che fino ad oggi non sono state ascoltate». I contrasti, insomma, vanno messi da parte per continuare a lavorare sull’uscita dall’emergenza post terremoto. «Non guardiamo a ciò che non è stato fatto ma a ciò che dobbiamo fare; arriverà il tempo della individuazione delle responsabilità per ciò che è mancato», conclude D’Alberto, «questo è ciò che ci chiedono i nostri cittadini, i quali vogliono azioni concrete e immediate. Noi sindaci continueremo a lavorare su questo fronte, pronti a pungolare le istituzioni e chiunque sia chiamato ad impegnarsi sulla ricostruzione».
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