D’Alberto: «Solito teatrino del centrodestra»

Secondo il capogruppo del Pd è stato strumentale giustificare la giravolta con l’allarme idrico
TERAMO. Un consiglio comunale straordinario per rendere pubblico il confronto sulla crisi di maggioranza. A rilanciare la richiesta è il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto secondo cui la seduta, da riunire anche fuori dai termini canonici di convocazione, è necessaria per mettere sotto i riflettori «la situazione che si sta riproponendo con il solito teatrino del centrodestra». Per il consigliere di opposizione la crisi è irreversibile, nonostante il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Brucchi, e la riunione di maggioranza andata in scena mercoledì pomeriggio nella sala convegni della Dmp Electronics è, a suo giudizio, la «rappresentazione plastica» dell'inadeguatezza di una classe dirigente completamente scollegata dalla realtà e dai bisogni veri della gente. «In una situazione di panico cittadino per l'allarme idrico, il centrodestra era chiuso nelle segrete stanze», attacca D'Alberto, «a insultarsi e litigare per ridistribuirsi le poltrone e proseguire un'agonizzante gestione del potere, noncurante di quanto stava accadendo fuori». In quest'atteggiamento, insomma, c'è «la fotografia dell'autoreferenzialità di un'amministrazione che non ha mai amministrato». Secondo D'Alberto la riunione di mercoledì ha un valore emblematico. «È la storia di questo centrodestra», afferma, «concentrato solo sul potere e sul futuro dei suoi capibastone e non sulle esigenze anche gravi della città». Per questo, dunque, è necessario tornare al più presto in consiglio comunale per inchiodare la maggioranza e il sindaco alle loro responsabilità. «È inaccettabile che Brucchi abbia ritirato le dimissioni», insiste il capogruppo del Pd, «strumentalizzando l'emergenza idrica per frenare la crisi, prendere tempo e prolungare l'agonia». Nel mirino di D'Alberto finisce anche "Futuro in": a suo giudizio il gruppo di maggioranza relativa in consiglio si è macchiato di «grave irresponsabilità continuando a sostenere la necessità di nove assessori in un contesto così grave per le diverse emergenze e con il Comune in predissesto finanziario». "Futuro in", a detta di D'Alberto, con questa presa di posizione «ha schiaffeggiato il consiglio e la città» focalizzandosi solo sulla logica spartitoria dei posti in giunta. (g.d.m.)
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