D’Alberto: «Stop alle ritorsioni, ora gli enti devono collaborare»

Il sindaco risponde al presidente della Provincia che ha chiesto indietro al Comune gli spazi del Forti «Reazione scomposta, la comprendo ma bisogna dialogare: c’è una ricostruzione da portare avanti»
TERAMO. La provocazione, seppur non raccolta, non poteva restare senza risposta. Che arriva puntuale, con l'intento di smorzare i toni e aprire le porte alla collaborazione istituzionale pur mettendo qualche puntino sulle "i". Sulla vicenda legata alle criticità che sta attraversando l'istituto professionale Marino per via della carenza di aule in seguito all'inagibilità datata 2016 della sede originaria, interviene il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto: la sua è una replica alle parole del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, che in questi giorni sta provando a portare avanti un dialogo con studenti e docenti in subbuglio, cercando una soluzione condivisa all'annoso problema. Martedì pomeriggio, nel corso di una conferenza ad hoc sulla spinosa questione, Di Bonaventura aveva criticato la presenza di alcuni consiglieri comunali di maggioranza alla protesta di alunni, genitori e docenti del Marino, lanciando la sua provocazione: «Ho scritto al sindaco di Teramo per la restituzione di tutte le aule occupate dall’Istituto comprensivo Falcone-Borsellino che ospitiamo al Forti: 350 alunni. Facile risolvere così, facile strumentalizzare. Io comprendo i ragazzi, le loro famiglie, gli insegnanti: ma chi svolge un ruolo nelle istituzioni deve essere serio». Parole alle quali D'Alberto replica dicendo di comprendere la reazione «nervosa e scomposta» del presidente alle prese con una situazione complessa da risolvere, ma aggiunge: «Siamo a ridosso dell'avvio delle attività scolastiche e non ritengo che questo sia il tempo per le provocazioni, per le minacce o per tentativi di ritorsione istituzionale».
Il sindaco di Teramo, che sottolinea di non essere stato invitato alla riunione di martedì, ricorda che nonostante il problema del Marino si trascini da anni, ad oggi sia ancora senza una soluzione. «Capisco che a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni questo generi nervosismo nel presidente», continua, «ma trovo ingiustificabile tirare in ballo una comunità scolastica, quella dei ragazzi del Falcone-Borsellino, ospitata al Forti in virtù di un vincolo giuridico sottoscritto fra enti: una comunità che ha valorizzato spazi vuoti per via del calo di iscritti al Forti dando vita ad una integrazione scolastica e sociale importante. Ho sentito Di Bonaventura per chiarire alcuni aspetti relativi a stonature della grammatica istituzionale decisamente fuori luogo e credo si debba riportare tutto all'interno di una collaborazione costruttiva fra istituzioni. Il Comune di Teramo si è sempre mostrato attento, si è sempre messo in ascolto e a disposizione degli enti e delle istituzioni del territorio. Pensiamo ai ragazzi e a risolvere i problemi», incalza D'Alberto che con l'espressione “risolvere i problemi” mette insieme più questioni collegate fra loro: la situazione dell'Ipsia e la ricostruzione post sisma.
Nel 2022 dovrebbero partire i cantieri delle scuole comunali rese inagibili dai terremoti: Savini, San Giuseppe, De Jacobis, Villa Ripa, Molinari e Braga sono edifici dove con l'ordinanza Teramo «si inizierà a intervenire entro il prossimo anno, ma il tema della ricostruzione va affrontato insieme. Ed è per questo che bisogna mettere da parte polemiche e provocazioni e guardare avanti: le istituzioni, in questo caso Comune e Provincia, devono collaborare e dialogare per il bene del territorio. Ci fa piacere che anche l'ente provinciale abbia aderito all'ordinanza speciale e potrà iniziare a ragionare concretamente sulla ricostruzione delle sue scuole. Mesi fa attivammo un tavolo condiviso con la Provincia, proprio per ragionare sugli spazi scolastici. Ma abbiamo avuto scarso riscontro. Proviamo a rilanciarlo anche alla luce della ricostruzione che sta partendo e programmiamo insieme la rinascita del territorio», conclude D'Alberto.
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