D’Alberto sul nuovo ospedale: «Non ha senso spostarlo e basta»

6 Dicembre 2022

Il sindaco: «La Regione chiarisca se vuole migliorare l’offerta sanitaria in città e se ha fondi sufficienti No alla semplice realizzazione di un’altra struttura, Teramo chiede un presidio di secondo livello»

TERAMO. Alla vigilia dell’incontro previsto oggi alla Camera di commercio, nel quale la Regione illustrerà pubblicamente per la prima volta il progetto del nuovo ospedale di Teramo (che nei piani dovrebbe sorgere a Piano d’Accio), il sindaco Gianguido D’Alberto in una lettera aperta ai cittadini prende posizione sull’argomento. La sintesi è: se – come risulta dal piano di riordino della rete ospedaliera – a Teramo non è previsto alcun miglioramento dell’offerta sanitaria, e si tratta solo di spostare l’ospedale da Villa Mosca a Piano d’Accio, sono contro.
D’Alberto ricorda che «a distanza di circa due anni dallo svolgimento del consiglio comunale congiunto tra Teramo e L’Aquila, durante il quale fu redatto un documento unitario con il quale si chiedeva alla Regione di definire con chiarezza la prospettiva della nuova rete ospedaliera e garantire a entrambe le città capoluogo un Dea di II livello, dobbiamo riscontrare come non vi sia stato alcun tipo di produzione di contenuti. È notizia di oggi che la Regione abbia inviato a Roma il piano di riordino della rete ospedaliera, che rappresenta la base per ogni ragionamento sui presìdi: nei fatti, dunque, fino ad oggi abbiamo discusso del nulla. E, da quanto apprendiamo dagli organi di stampa, di fatto la programmazione regionale non prevederebbe alcun ospedale di secondo livello ma solo funzioni condivise tra i quattro presìdi».
A D’Alberto, dunque, questo piano di riordino non piace. «La mia amministrazione», continua, «torna a ribadire come Teramo città capoluogo pretenda un nuovo ospedale, che sia punto di riferimento a livello provinciale nonché competitivo su scala nazionale e che non può certamente declinarsi in una mera delocalizzazione del Mazzini, verso la quale l’amministrazione ha da sempre espresso e continua ad esprimere totale contrarietà. Diviene, così, assolutamente necessario che la Regione fornisca chiarezza sulla pianificazione e programmazione della rete ospedaliera e territoriale, quale prerequisito per poter ragionare delle nuove strutture. Del piano inviato a Roma non conosciamo ancora i contenuti, se non quello che abbiamo letto sui giornali. Di certo non vi è stata nessuna condivisione con i territori, così come non sembra esserci nessun riequilibrio tra le quattro province. Ma non solo. Perché manca chiarezza anche sui fondi disponibili e su come andare a intercettare le ulteriori risorse necessarie all’intervento. Ci è noto che, al momento, la disponibilità di fondi ammonta a 120 milioni di euro, che sono risorse del territorio teramano e che non devono essere investite altrove. Al contempo sappiamo tutti che non sono fondi sufficienti per la realizzazione di un nuovo ospedale, da qui la necessità che la Regione chiarisca in via definitiva anche tale aspetto».
Quanto alla futura localizzazione del nuovo presidio, D’Alberto conclude: «Ad oggi abbiamo un sito che è quello del Mazzini, che questa maggioranza di governo cittadino ha voluto inserire tra quelli da valutare apportando così una evidente correzione a un errore commesso, negli scorsi anni, dal centrodestra teramano. Per questo ritengo sia assolutamente necessario chiarire se ci siano, e nel caso quali siano, gli elementi tecnici e sanitari per i quali sarebbe non conveniente o non sicuro realizzare in quella stessa area il nuovo presidio ospedaliero, che ha ragione di esserci soltanto quando migliori l’offerta complessiva della sanità teramana; di contro la realizzazione di un’altra struttura si tradurrebbe nella mera sostituzione del Mazzini, un intervento privo di valore aggiunto che non troverebbe alcun senso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA