D’Alberto: sull’acqua ritardi inaccettabili

Anche il sindaco critica il blocco dell’attività del commissario per l’emergenza del Gran Sasso
TERAMO. Il giorno dopo la strigliata del presidente della Regione Marco Marsilio al Governo, accusato di rallentare l’attività del commissario straordinario per l’emergenza Gran Sasso, il sindaco di Teramo 3 dice la sua. «La prima seduta della cabina di coordinamento per la verifica degli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, è già un paradosso, perché si tiene dopo un anno dall’insediamento del commissario, mentre sin da quei giorni si paventava il rischio di chiusura del traforo. Prendiamo perciò atto del ritardo e rileviamo una situazione di criticità che è totalmente in contraddizione con la stessa istituzione della figura commissariale», esordisce il sindaco.
Secondo il sindaco la figura del commissario potrà funzionare se ci saranno tre presupposti: intervenire subito; risorse umane e finanziarie straordinarie e adeguate alla situazione; rapidità delle procedure e poteri veri. «Sul primo punto registriamo che dopo un anno siamo ancora fermi; sul secondo, non c’è neppure una sede, una struttura amministrativa e sulle stesse risorse finanziarie, da noi ritenute sin dall’inizio insufficienti, c’è ancora una certa lacunosità; sul terzo: rapidità inesistente, anzi stiamo andando a rilento e non sono stati attribuiti poteri straordinari al commissario. Siamo al paradosso che c’è la normativa speciale che sta accelerando le procedure mentre la struttura commissariale rischia di essere ancora più lenta. E’ una situazione insostenibile e inaccettabile; stando così le cose, si poteva lasciare che a gestire le criticità fossero gli organi ordinari perché è evidente che stiamo rischiando di incappare in un ‘deja vu’, in qualcosa già visto».
D’Alberto chiede un radicale cambiamento di rotta: «abbiamo un valore, che è il bene acqua e quindi la tutela della salute; accanto due interessi legittimi, quello importantissimo dell’attività scientifica nei laboratori sotterranei e quello dell’autostrada». Definita inaccettabile la situazione di stallo: «Ci si muova sui tre presupposti, se vogliamo dare operatività e concretezza alla figura commissariale e, soprattutto, si chiariscano le priorità, tenendo presente, in ogni norma e in ogni azione, che il bene acqua è assolutamente prioritario, un principio inderogabile, tenendo bene a mente che gli altri interessi, per quanto legittimi, perseguono finalità con un orizzonte diverso; sono priorità che vanno esplicitate e chiarite». (a.f.)

