D’Alberto: sull’ex manicomio subito i fondi e tempistiche certe

Il sindaco striglia Regione e Università sui ritardi nella realizzazione della cittadella della cultura: «Siamo disposti a dare una mano, ma la città non può perdere la sua opera più attesa e importante»
TERAMO. «Vogliamo l’immediato ripristino del finanziamento e tempistiche certe e rapide sull’opera»: così il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto torna sul tema della grande opera di recupero dell’ex manicomio, strigliando Regione e Università.
La questione è rovente. Da una parte c’è l’ateneo, stazione appaltante per la realizzazione dell’ambiziosa cittadella della cultura nell’imponente e antico complesso teramano, che ha annunciato l’imminente approvazione del progetto definitivo ed esecutivo dei lavori. Dall’altra parte c’è la Regione, che ha definanziato temporaneamente l’opera, trasferendo sulle spese per la gestione dell’emergenza Covid 27,9 dei 30 milioni di euro assegnati nel Masterplan Abruzzo al progetto di recupero dell’ex manicomio. Il ritorno dei fondi è al centro delle polemiche politiche per il mancato dirottamento sull’ex manicomio delle somme messe a disposizione di recente dal ministero per il Sud proprio per il rifinanziamento dei progetti sospesi per l’emergenza.
In mezzo c’è il Comune, che non vuole stare a guardare. «Negli ultimi mesi l’opera sembra essere stata rimessa in discussione. E questo non è accettabile», dice D’Alberto, continuando: «Si tratta di un’opera che la città attende da oltre 30 anni e che forse è la più strategica e importante. Perché fondamentale per valorizzare Teramo come città capoluogo, rilanciandone la vocazione culturale e universitaria, e per tutta la provincia. La realizzazione della cittadella della cultura è quindi in grado di innestare la ricostruzione e lo sviluppo economico di Teramo. La città non può più attendere».
Il primo cittadino teramano parla poi direttamente alla Regione e all’ateneo, che nei giorni scorsi avevano rassicurato sul ritorno dei fondi e su tempistiche veloci, rispettivamente con l’assessore Pietro Quaresimale e con il preside della facoltà di Scienze della comunicazione, nonché delegato dell’ateneo per l’opera, Christian Corsi. Dice D’Alberto alla Regione: «Quei fondi, che Teramo ha ottenuto meritatamente, sono di diritto della città. Non stiamo parlando di somme aggiuntive, ma di qualcosa che alla città spetta e che le deve essere restituito immediatamente, per non perdere l’occasione». All’Università: «Si deve procedere spediti e con tempistiche certe. Siamo a disposizione per dare una mano, se necessario, anche su aspetti tecnici. Questo nonostante il Comune il suo lo abbia già fatto, come nel caso della variante urbanistica approvata in tempi record per consentire una rapida conclusione dell’iter».
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