D’Alberto: «Taglieremo la Tari alle attività rimaste chiuse»

11 Maggio 2020

Il sindaco: «Sarà un’operazione chirurgica, cancelleremo le somme del periodo di stop forzato Ma serve l’aiuto del governo, ci diano subito risorse con le quali compensare le mancate entrate»

TERAMO. Un’operazione «chirurgica» sulla Tari per ridurne il costo a carico delle attività più colpite dall’emergenza coronavirus. Il sindaco Gianguido D’Alberto usa questo termine nell’anticipare le mosse del Comune sul fronte del sostegno fiscale alle vittime economiche della pandemia. «Al momento abbiamo fatto quello che era nelle nostre competenze, con lo slittamento delle rate al 31 luglio, termine fissato per l’emergenza ma che già sappiamo sarà prorogato», spiega, e aggiunge subito: «Questa, come altre misure simili, sono però strumenti di difesa, non risolutivi».
Per una maggiore incisività del supporto, in questo caso alle attività che pur non essendo state in funzione devono comunque pagare la tassa sui rifiuti, ma anche su altri fronti dell’emergenza sociale che investe le famiglie, è necessario l’intervento del governo. «Aspettiamo e chiediamo che vengano subito emanato il cosiddetto decreto aprile ormai slittato a maggio», sottolinea il sindaco, «con lo stanziamento del contributo straordinario di tre miliardi di euro per i Comuni». Risorse che dovranno essere «non anticipazioni o spostamenti di altre risorse già previste» oltre che «libere nella destinazione». Le amministrazioni locali, in pratica, potranno utilizzarle come meglio credono, senza alcun vincolo governativo. «Noi le useremo per coprire le mancate entrate e abbattere la pressione tributaria», annuncia D’Alberto, che cita in particolare, come beneficiari dell’intervento, «chi ha subito danni dall’emergenza, cominciando dalle attività, con un intervento chirurgico sulla Tari».
Le rate, per ora rinviate, saranno dunque cancellate per il periodo di chiusura. Il presupposto, però, è che arrivino i fondi del governo. «Sulla Tari dobbiamo per forza agire così, perché è la tariffa che copre i costi del servizio», rileva il sindaco, «e l’abbattimento per una categoria, in assenza di risorse compensative, si rispalma con aumento su tutte le altre utenze». Il sindaco lancia anche un appello a chi può pagare. «Se non si sono subite conseguenze negative, è bene rispettare le scadenze senza aspettare il rinvio», precisa, richiamando anche le misure sugli affitti di alloggi Erp e immobili comunali, «significa aiutare l’ente a garantire i servizi». Da rimborsare ci sono anche le quote per il trasporto scolastico sospeso da marzo. «Restituiremo anche più del 40 per cento», fa sapere il sindaco, «i cittadini non devono pagare gli effetti dell’emergenza». Il ‘decreto maggio’ assegnerà anche due miliardi alle Regioni. «La nostra faccia la sua parte», afferma, «eroghi risorse per il sostegno sociale a famiglie e lavoratori autonomi». D’Alberto sollecita anche la ripresa delle attività di supporto a bambini e ragazzi autistici. «Hanno sofferto più di altri l’obbligo di restare a casa», evidenzia, «con un’ordinanza gli abbiamo concesso maggiore libertà di movimento, ma per loro devono ripartire il prima possibile e n piena sicurezza servizi e strutture».
Durante la fase acuta dell’emergenza per D’Alberto non c’è stato il tempo di occuparsi di questioni politiche, in sostanza del rapporto con Italia Viva. «Resta valido quanto detto all’insediamento della nuova giunta», conclude, «disponibilità al dialogo, ma sulla base di una chiara e non ambigua condivisione del progetto e dei suoi punti di principio».
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