D’Alberto va alla guida dei Comuni del cratere: «L’emergenza va chiusa»

Il sindaco nominato coordinatore per le quattro regioni terremotate: «Semplificazione e risorse umane e finanziarie restano le priorità»
TERAMO. L’Abruzzo va alla guida dei Comuni del cratere sismico 2016. Lo fa tramite il sindaco Gianguido D’Alberto nominato coordinatore dell’Anci, associazione nazionale dei municipi italiani, per l’area colpita dal terremoto del Centro Italia. Il primo cittadino teramano, già presidente regionale della stessa organizzazione, è stato designato dai suoi omologhi di Marche, Umbria e Lazio e avrà così un filo diretto con il commissario per la ricostruzione post-sisma Guido Castelli e con il Governo. D’Alberto succede nel ruolo a Valeria Mancinelli, ex sindaco di Ancona, e diventa così il primo abruzzese a ricoprire il ruolo di coordinatore delle Anci che operano nel cratere sismico. «Sono onorato di questo incarico», sottolinea D’Alberto, «che arriva in un momento particolarmente delicato per tutte le amministrazioni locali, con i comuni dell’area sismica chiamati a coniugare la ricostruzione con la rigenerazione urbana dei territori, finanziata dal Pnrr e in particolare dal fondo complementare per le zone colpite dai terremoti del 2009 e del 2016, oltre che dal Cis, il Contratto istituzionale di sviluppo».
Il primo cittadino teramano ricorda che «in questi anni il lavoro dei sindaci e delle Anci regionali, che non posso che ringraziare, è stato fondamentale, nell'interlocuzione con la struttura commissariale e con il Governo, per sbloccare la ricostruzione». Tra i risultati citati da D’Alberto ce n’è uno in particolare che, secondo lui, ha segnato la svolta, nel percorso post-emergenziale di riparazione dei danni prodotti dalle scosse sismiche. «Nel 2020 si arrivò al cambio di passo con l'avvio di uno straordinario cantiere normativo che ha portato a sbloccare la ricostruzione privata e a semplificare le procedure per la ricostruzione pubblica», evidenzia, «quello che è stato messo in campo è un vero e proprio laboratorio di semplificazione, che ha consentito a questa macroregione sismica di ricominciare a guardare con speranza è fiducia al futuro». D’Alberto, nell’evidenziare come ci sia «ancora molto da fare», indica l’obiettivo principale del suo mandato. «La ricostruzione del Centro Italia deve continuare a essere la priorità dell’agenda di Governo» afferma. Si tratta, in pratica, di «proseguire sulla strada già tracciata da chi mi ha preceduto», portando avanti il confronto con il commissario per il post-sisma e chiudere il processo di risanamento delle ferite nei territori del cratere. «Il coordinamento delle Anci è stato decisivo nella costruzione di un rapporto virtuoso a livello istituzionale», tiene a far rilevare D’Alberto, «facendosi interprete e portavoce dei cittadini e delle aree colpite dai terremoti». I punti su cui battere restano la semplificazione e lo stanziamento di risorse umane e finanziare per concludere la ricostruzione. Il primo cittadino teramano ricorda le stabilizzazioni del personale precario avviate negli Uffici speciali regionali, ma anche il quadro normativo introdotto anche tramite le ordinanze in deroga firmate dall’allora commissario Giovanni Legnini per accelerare il recupero del patrimonio privato e pubblico. «Il ruolo di coordinamento conferisce più forza e responsabilità all’Abruzzo», conclude D’Alberto, «nel dare continuità al percorso che abbiamo portato avanti finora».
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