D’Alberto: «Versamenti regolari»

18 Settembre 2024

Il sindaco: nessuna pendenza sulle rette. Filipponi: i quadri restano in pinacoteca

TERAMO. «Il presunto debito da parte del Comune nei confronti dell’Asp1 relativo al pagamento delle rette e che risalirebbe ad alcune annualità fino al 2016, non è sostanziato da alcun atto, così come confermato dai nostri uffici. Al contrario, al 2020 il nostro ente vantava un credito nei confronti della casa di riposo di 56.697 euro, frutto della differenza tra le quote versate e quelle realmente dovute». Così ieri pomeriggio, nel corso del consiglio comunale, il sindaco Gianguido D’Alberto ha risposto alle dichiarazioni che in mattinata erano state consegnate alla stampa dal commissario della Asp1 Roberto Canzio.
L’intervento del sindaco è stato sollecitato dal consigliere comunale Andrea Core che ha interrogato l'amministrazione sui rapporti fra Comune e Asp1. «Abbiamo verificato, sulla scorta dei mandati dal 2003 al 2019, come il Comune di Teramo abbia versato all’Asp1 una somma pari a oltre 1,6 milioni di euro per le rette», ha aggiunto l’assessora al bilancio Stefania Di Padova, «così come è stato regolarmente pagato quanto dovuto in questi ultimi anni fino al 2024. Ad oggi non vi sono atti che attestino alcun credito vantato dalla Asp1. Per quanto riguarda la Tari, non vi è stato alcuna opposizione al decreto ingiuntivo, riconoscendo di fatto il debito nei confronti del Comune. C’è inoltre un'ingiunzione per altri 200mila euro, rispetto ai quali non è stata concessa la rateizzazione in quanto a fronte dell’entità della somma sarebbe stata necessaria una fideiussione che la Asp1 ha ritenuto di non sottoscrivere». Sulle opere della collezione Ventilj, ospitate nella pinacoteca civica in forza di un rapporto con la stessa Fondazione, l’assessore Antonio Filipponi ha ricordato come siano lì da 80 anni fruibili in modo gratuito. «Le dichiarazioni di Canzio mi lasciano incredulo: con l’Asp1 c’è un dialogo avviato ma mancano tanti passaggi ancora, compreso un parere della Soprintendenza sull’opportunità di spostamento delle opere e una ricognizione. Forse c'è un tema politico dietro queste dichiarazioni. Le opere in questione rappresentano l’80% dei beni della Pinacoteca: si vuole dare seguito a un’operazione che va a svuotare il principale luogo di cultura della città? Se così dovesse essere, ci incateneremo: non lo permetteremo», ha detto. (v.m.)