D’Alberto vuole lo screening di massa «E prepariamo il dopo»

24 Novembre 2020

Il sindaco convinto della necessità di testare la popolazione «Bisogna pensare ora alla gestione in caso di numeri alti»

TERAMO. Se da un lato «è necesssario, dopo L’Aquila, estendere a tutti i cittadini del territorio regionale lo screening di massa col test antigenico rapido», dall’altro è fondamentale «iniziare già da adesso a progettare come gestire la situazione post screening, preparandoci anche all’ipotesi peggiore di un numero particolarmente alto di positivi che potrebbe essere rilevato dai test rapidi». A sottolinearlo, dopo aver partecipato domenica pomeriggio – come presidente Anci Abruzzo – a un incontro con i sindaci della provincia aquilana su invito del direttore generale della Asl dell’Aquila, è il sindaco Gianguido D’Alberto, che chiede. tra le altre cose, anche una corsia preferenziale dedicata al sistema scuola, «così da non procedere alla chiusura dei plessi e garantire al loro interno la sicurezza della popolazione scolastica».
Lo screening di massa, sulla falsariga di quanto fatto a Bolzano, sembra arrivare in realtà tardi, quando il virus è ormai diffuso in maniera importante sul territorio regionale e nazionale e, probabilmente, effettuato quest’estate avrebbe consentito, soprattutto se ripetuto, di mantenere i numeri in una cornice di sostenibilità. Ma, tra costi elevati e difficoltà di reperimento, rappresenta ancora oggi uno strumento importante, soprattutto per intercettare i tanti positivi asintomatici che, anche a causa delle difficoltà nel tracciamento, ad oggi sfuggono ad ogni controllo. «Estendere questa operazione all’interno dei confini regionali è importante, in quanto una criticità ben specifica continua ad accomunare tutti i comuni dell’Abruzzo», conferma D’Alberto, «ovvero l’impossibilità di avere un tracciamento puntuale. Ciò ha determinato la difficoltà a circoscrivere l’argine dei contatti stretti tanto da portare noi sindaci e tutte le istituzioni ad essere ignari delle sorveglianze attive. Da subito noi amministratori garantiamo la messa a disposizione degli spazi necessari ed idonei dove poter praticare in sicurezza tale intervento», sostiene il sindaco. «Questo se da un lato richiede il coinvolgimento degli operatori sanitari, nonché di medici di base, pediatri, farmacisti, dall’altro auspica la partecipazione di tutti noi cittadini: ci è richiesto un ulteriore sforzo a sottoporci al test che è, però, fondamentale per arrestare la diffusione del virus».
In ogni caso, aggiunge ancora il sindaco di Teramo, questa operazione non deve restare fine a se stessa. «Se diventa solo ed esclusivamente una fotografia dell’attuale situazione rischia di diventare un’operazione sterile», spiega. «A Bolzano, dove è risultato positivo l'1p er cento della popolazione sottoposta a screening, i test hanno fotografato una situazione tutto sommato sotto controllo. Io credo, ed è una preoccupazione condivisa da tutti i sindaci, che se da uno screening sul nostro territorio regionale dovessero emergere altri tipi di numeri, senza una programmazione sanitaria emergenziale che dica oggi come gestire la situazione, non si otterrebbero i risultati sperati».