D’Alfonso diserta il consiglio su caso Noemi e reparti a rischio

2 Marzo 2016

Atri, il governatore e l’assessore Paolucci erano invitati alla seduta straordinaria sull’ospedale Amareggiato il sindaco Astolfi: «Non abbiamo un interlocutore vero con cui confrontarci»

ATRI. Il governatore Luciano D’Alfonso e l’assessore alla sanità Silvio Paolucci snobbano il consiglio straordinario sulla sanità convocato lunedì scorso dal Comune di Atri. Si doveva parlare dell’operatività dell’ospedale e del recente caso della giovane mamma che ha dovuto partorire la piccola Noemi al San Liberatore in condizioni d’emergenza, con medici giunti dall’ospedale di Teramo, nel punto nascita chiuso lo scorso novembre.

Sconfortato per la scarsa attenzione sul problema da parte delle istituzioni, il primo cittadino Gabriele Astolfi afferma: «Il presidente della Regione continua a non essere presente ai consigli sull’ospedale, dovevamo parlare di come mai si sono verificati i disguidi circa la nascita della piccola Noemi. Lo stam (il servizio di trasporto assistito materno, ndr) non ha funzionato e volevamo delle rassicurazioni. Ma, come spesso accade negli ultimi tempi, siamo nell’ombra. Il consiglio straordinario sul tema ora verrà fissato di nuovo in una data in cui il governatore deciderà di partecipare. Non sappiano nulla dei progetti che ruotano attorno ad un ospedale che viene sempre più depotenziato. Manca il personale ed i reparti non funzionano come dovrebbero. Non c’è un interlocutore vero con il quale confrontarsi. Vogliamo sapere di che morte morire. Che fine farà il reparto di pediatria, e quello per la fibrosi cistica? Volevamo porre delle semplici domande, ma non si sono presentati neanche il direttore sanitario e generale della Asl teramana. Dobbiamo cominciare a pensare che neanche loro sanno cosa stia succedendo. Ci sono progetti per Atri e quali? Si era parlato di una linfa vitale ma quale?».

Al consiglio straordinario erano presenti solo il consigliere regionale Luciano Monticelli, alcuni sindaci della val Fino, il senatore Fabrizio Di Stefano e i comitati a difesa dell’ospedale oltre che i genitori della piccola Noemi. Al termine della seduta consiliare il comitato “Il San Liberatore non si Tocca”, che damesi si batte per evitare la chiusura del punto nascita e il depotenziamento dell’ospedale atriano, ha diffuso un nota: «In aula abbiamo constatato la presenza di pochissime persone. C'è ormai rassegnazione, distacco dalle chiacchiere che fa la politica regionale, che ha decretato la chiusura del punto nascita, e quella comunale che ormai ripete da tempo le stesse cose senza avere la forza e la possibilità di incidere. Noi continueremo la nostra battaglia come sempre abbiamo fatto pur avendo la consapevolezza che ci stiamo battendo contro una politica indifferente e che la scorsa sera ha disertato l'ennesima occasione per confrontarsi» .

Domenico Forcella

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