D’Alfonso: dovremo investire un miliardo

Il governatore stima così i danni delle calamità in Abruzzo in un convegno sui beni artistici di Campli
TERAMO. «Non si può pensare alla provincia teramana senza tener conto del patrimonio artistico-culturale di Campli, per questo motivo la presentazione di questo volume è così opportuna in questo momento». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, intervenendo venerdì a Teramo alla presentazione del volume “Campli. Indagini sul patrimonio culturale” (Riccardo Condò editore). L'iniziativa, a cura dell'associazione farnese Zefiro, in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo e gli ordini degli architetti e degli ingegneri, è stata l'occasione per affrontare il tema della tutela dei beni culturali alla luce del sisma e delle frane che hanno investito Campli e altre aree della provincia. E in merito D'Alfonso ha spiegato che per riparare i danni delle calamità «l'Abruzzo dovrà investire quasi un miliardo di euro, venti milioni saranno necessari solo per la frana di Ponzano di Civitella».
Il volume, a cura di Aldo Giorgio Pezzi, Emanuela Tritella e Roberto Orsatti, raccoglie gli atti della giornata di studi sul tema «Campli: dalla scala santa alla necropoli di Campovalano. Prospettive di tutela e valorizzazione del territorio», svoltasi lo scorso 16 luglio nel complesso religioso di San Pietro in Campovalano. Prima di entrare nel cuore nell'opera il soprintendente Francesco Di Gennaro ha voluto ricordare l'architetto teramano Marina Cesira D'Innocenzo, scomparsa di recente. Di Gennaro ha poi anticipato la volontà di realizzare in primavera, nel Teramano, una mostra dedicata alla collezione di Rinaldo Rozzi, ricercatore di preistoria di Lettomanoppello: «A Campli c'è un palazzo a suo nome e nei suoi possedimenti a Tortoreto sono stati rinvenuti ritrovamenti di età neolitica e preistorica. Volevamo allestire la mostra al museo civico di Teramo ma poiché non è pienamente disponibile c'è la necessità di una sede alternativa». Claudio Varagnoli, docente di restauro architettonico all'ateneo di Chieti, ha illustrato nel dettaglio i contributi presenti del libro che hanno sottolineato la ricchezza del borgo, da ricordare non solo per la vicina necropoli di Campovalano, ma per la Scala Santa, i reperti di arte sacra e per le peculiarità del centro storico, di fatto parte integrante del paesaggio.
Emanuela Michini
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