D’Alfonso: la centrale elettrica della Cona deve essere spostata

Il governatore deciso a portare il caso all’esame dell’Enel I cittadini denunciano: «In tre famiglie cinque tumori»
TERAMO. Il percorso per lo spostamento della centrale elettrica della Cona riparte dall'aula magna dell'istituto tecnico "Pascal". Qui tecnici e amministratori hanno risposto, ieri mattina, all'invito del comitato di quartiere che ha riportato al centro del dibattito pubblico le principali emergenze urbanistiche e ambientali della zona.
A rilanciare la prospettiva concreta di trasferimento della centrale, allontanandola dalle abitazioni in attuazione del protocollo d'intesa sottoscritto quasi vent'anni fa dal Comune e dall'allora presidente dell'Enel Chicco Testa, è stato il governatore Luciano D'Alfonso. Secondo lui, il progetto di risanamento urbanistico e di tutela della salute dei cittadini che vivono nel quartiere deve diventare una priorità anche per la società elettrica. «Mi prendo l'impegno di portare con una delegazione questo problema a Carlo Tamburri, il capo italiano dell'Enel» annuncia D’Alfonso. Il governatore sollecita maggiore collaborazione da parte dell'Arta, l'agenzia regionale per l'ambiente, «anche a quella teramana, che è problematica», sottolinea, «domani (oggi ndr) scriverò al direttore generale chiedendogli perché non sono qui». I cittadini invocano studi epidemiologici sull'incidenza di malattie dovute all'emissione delle onde elettromagnetiche della centrale. «In tre famiglie della zona sono stati registrati cinque casi di neoplasie», evidenzia il presidente del comitato di quartiere Domenico Bucciarelli, «di cui tre sono risultati mortali». I recenti rilevamenti da parte dei tecnici dell'Arta, però, hanno evidenziato che le emissioni non superano i limiti di legge. «Questo non significa che la costante esposizione alle onde», precisa Bucciarelli, «non abbia conseguenze per la salute dei cittadini», Anche l'assessore comunale all'urbanistica Mario Cozzi garantisce la massima attenzione sugli aspetti ambientali e di salvaguardia della salute pubblica riferita alla presenza della centrale. «Con l'aiuto del deputato Paolo Tancredi abbiamo riallacciato i contatti con il cda dell'Enel», rimarca, «per il trasferimento dell'impianto». Il Comune, però, è impegnato anche sul fronte del contratto di quartiere, finanziato oltre dieci anni fa dalla Regione con cinque milioni di euro e realizzata solo per la parte d'interesse privato. L'amministrazione si farà carico del recupero dell'ex fornace Scimitarra e del percorso pedonale di collegamento tra le scuole che hanno sede alla Cona destinato a sbucare in nuovo terminal bus con cui risolvere i problemi di sicurezza e di traffico all'inizio e alla fine delle lezioni.
D'Alfonso anche su questo prefigura la possibilità, se supportata da esigenze comprovate, di recuperare fondi governativi inutilizzati. Il sostegno della Provincia è assicurato dal consigliere delegato all'urbanistica Maurizio Verna, intervenuto al dibattito coordinato dal giornalista Rai Antimo Amore in sostituzione del presidente Renzo Di Sabatino colpito da un grave lutto familiare, il quale però non risparmia una stoccata al Comune. «I problemi vanno risolti», osserva, «ma i dieci anni trascorsi sono troppi».
Gennaro Della Monica
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