D’Alfonso striglia i dirigenti «Inerzia per la frana di Casoli»

Atri, lettera agli uffici regionali dopo la protesta degli sfollati che da un anno sono fuori casa Il sindaco Astolfi replica alla consigliera Ferretti: «Non abbiamo strumentalizzato la vicenda»
ATRI. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso scrive a dirigenti regionali e Genio civile per sollecitare tempi brevi sugli interventi da adottare per la frana di Casoli.
La missiva è indirizzata al capo dipartimento della protezione civile, al direttore del dipartimento opere pubbliche della Regione, al dirigente del servizio programmazione attività di protezione civile regionale, al dirigente del Genio civile e al commissario per la ricostruzione Paola Micheli. Oggetto della lettera proprio il dissesto idrogeologico di Casoli e la richiesta di assunzione di provvedimenti efficaci ed urgenti. Scrive D’Alfonso: «Già nel mese di agosto 2017 mi sono fatto carico di convocare un tavolo di lavoro alla presenza di vertici politici e tecnici del Comune di Atri e della Regione Abruzzo relativamente alla mitigazione della frana che insiste nella frazione di Casoli originatasi quale diretta conseguenza delle abbondanti precipitazioni nevose di gennaio dello stesso anno. Sottolineo che il dissesto idrogeologico in atto, che ha già determinato sgomberi di alcune famiglie, rappresenta una progressiva minaccia alla staticità dell’intero abitato con quanto ne consegue in termini di eventuali danni a cose e/o persone. Tutto ciò è da scongiurare attraverso azioni di messa in sicurezza e riqualificazione del versante in frana, ossia mediante interventi urgenti ed immediati ancorchè realizzabili a lotti funzionali». La lettera così prosegue: «ll perdurare di condizioni di inerzie lavorative come quelle che attualmente si rilevano accresce la drammaticità dello stato di pericolo e palesa situazioni future di criticità ambientali ancora maggiori». D’Alfonso rivolgendosi ai dirigenti conclude: «Nel rispetto dei ruoli e delle competenze chiedo ad ognuno – a tutela della generale pubblica incolumità – di ricercare soluzioni prima di tutto finanziarie, efficaci ed efficienti , ma con la massima celerità possibile, affinché queste siano in grado di avviare un processo costante e progressivamente crescente di messa in sicurezza del nucleo abitato di Casoli».
Sul caso interviene il sindaco di Atri Gabriele Astolfi che replica alla consigliera di minoranza al comune Barbara Ferretti. «Stupisce e sconcerta leggere le affermazioni della consigliera di minoranza del Comune Barbara Ferretti relative alla frana di Casoli», scrive il primo cittadino, «nelle stesse ore nelle quali, a un anno dalla problematica che ha costretto 15 nuclei famigliari a lasciare le proprie case, noi amministratori ci adoperiamo per riportare all’attualità questo grave disagio per i nostri concittadini, tornando a sollecitare quanti, a tutti i livelli, possono e devono agire quanto prima anche in vista dei movimenti franosi ancora in atto lei parla di strumentalizzazione, mostrando tutto il suo distacco dai problemi delle persone. La consigliera difende a spada tratta l’operato regionale parlando di tempistiche giuste. Dimentica o ignora, però, che in altri comuni del Teramano con problematiche analoghe che si sono verificate nello stesso periodo, ci sono stati già interventi, c’è stato l’inserimento nel cratere sismico. Come emerso dalle analisi del geologo Angelo Iezzi si tratta di una paleofrana che si è riattivata a seguito delle avversità atmosferiche del gennaio 2017, nulla a che vedere con la cattiva gestione e manutenzione dell’acquedotto». Sul caso interviene anche l’avvocato Wania Della Vigna, il legale delle famiglie sfollate: «Da parte dei proprietari non c’è interesse a strumentalizzare questa vicenda. Aspettano invece risposte alle loro domande e sperano di poter tornare nelle loro case quanto prima».
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