D’Amico: «Per il ministero siamo secondi soltanto alla Bocconi»

14 Dicembre 2017

Il rettore (che in ottobre lascerà) esalta i risultati della sua gestione e annuncia i prossimi progetti Firmato il bando da 22 milioni per raddoppiare il polo agro-bio-veterinario di Piano d’Accio

TERAMO. Sul maxi schermo scorrono le immagini di un anno di università. È il racconto di un ateneo che, per usare le parole del rettore Luciano D'Amico, «siamo riusciti a trasformare da struttura che eroga servizi burocratici, quasi un esamificio, in una comunità di vita quotidiana di cui è piacevole far parte». L'orgoglio dell'appartenenza a UniTe, che in un quinquennio ha cancellato «quel senso di vergogna che si provava nel frequentare una realtà di periferia», esplode nella standing ovation di studenti e docenti assiepati nella sala delle lauree della facoltà di Giurisprudenza quando si spegne il video che condensa il 2017 dell'ateneo teramano e sulla scena resta D'Amico. A lui, che chiude il suo ultimo anno pieno da rettore prima dell'avvicendamento previsto per il prossimo ottobre, la platea rivolge un applauso scrosciante e insistito degno di un divo dello spettacolo. D'Amico divide il tributo con «colleghi, personale e studenti che con coraggio hanno accettato e vinto sfide importanti». Dai bandi vinti, alla ricerca, all'innovazione, passando per le iniziative di "welfare" per gli iscritti, all'impennata dell'Erasmus e all'aumento del 30% dei dottorandi provenienti da tutto il mondo, il bilancio dell'università di Teramo registra indicatori molto positivi che inorgogliscono tutte le componenti.
D'Amico però non si sofferma su numeri e percentuali – cita solo il fatturato del bar interno che «cinque anni fa era di 8mila euro e ora è di 40mila», segno di quanto la comunità sia cresciuta – ma tocca le corde dell'emozione e del senso di appartenenza. A confermare le sensazioni positive sono anche i risultati. A cominciare da quello delle verifiche ministeriali per l'accreditamento degli atenei pubblici. «Abbiamo ricevuto un primo riscontro positivo», annuncia il rettore, «non era scontato: università di grande tradizione come Torino sono state costrette a chiudere corsi». Il ministero ha premiato il rapporto tra personale e studenti, la ricerca, il riequilibrio dei conti. «Non mi aspettavo un giudizio così lusinghiero», rivela D'Amico, «meglio di noi c'è solo la Bocconi». L'attività dell'ateneo non si ferma neppure nel giorno della presentazione del bilancio di fine anno. Così il rettore coglie l'occasione per firmare il bando di gara per i lavori da 22 milioni di euro destinati al raddoppio del polo agro-bio-veterinario di Piano d'Accio. «È una parte dei cento milioni di euro che l'ateneo investirà sul territorio», spiega il rettore che annuncia come imminenti gli appalti per l'ex manicomio (35 milioni), la riconversione dell'ex rettorato in residenza universitaria (13 milioni di euro) e i nuovi laboratori dell'istituto zooprofilattico. Da qui a ottobre, quando D'Amico lascerà il suo ufficio, ci saranno comunque altri progetti da mettere in cantiere. Il rettore fa sapere, ad esempio, di aver già presentato al nuovo vescovo Lorenzo Leuzzi, che dovrebbe insediarsi nelle prossime settimane, una proposta per il pieno utilizzo dell'ex seminario. L'edificio, che affianca il duomo tra via San Berardo e via Oberdan, diventerebbe una struttura di accoglienza per studenti provenienti dal terzo mondo. «Abbiamo già deliberato in senato accademico e in consiglio di amministrazione l'azzeramento delle tasse per giovani che arrivano da Paesi in cui il reddito medio unitario è inferiore ai 10mila euro l'anno», spiega D'Amico, «e l'Adsu potrebbe garantire i pasti». Con la disponibilità della curia, insomma, si potrebbe ripetere l'esperienza del centro "Giovanni XXIII" di Roma che ospita 200 studenti stranieri.
Il quinquennio appena trascorso ha fatto segnare «uno scatto di crescita» dell'ateneo che D'Amico lascerà in eredità al suo successore. «Lo statuto parla chiaro, al termine del mandato prenderò un anno sabbatico», conclude il rettore, «al mio posto sarà eletto un docente dell'università di Teramo, che farà un ulteriore salto in avanti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA