D’Angelo: «Ora la nostra priorità è realizzare una scuola jolly»

Il presidente fa il punto in aula ma non scioglie il dubbio sull’eventuale rientro immediato nell’edificio: «È una scelta che faremo tutti insieme». La minoranza chiede e ottiene la creazione di una Consulta
TERAMO. Il consiglio provinciale che si è svolto ieri mattina, tutto dedicato all’emergenza causata dal sequestro del convitto e liceo Delfico e ai provvedimenti d’urgenza che la Provincia ha dovuto assumere per far fronte alle necessità di una popolazione studentesca di 1.200 persone, ha offerto l’occasione per illustrare nel dettaglio le scelte fatte fino a questo momento, quelle programmate e quelle – come la realizzazione di una struttura jolly, che nel lungo periodo servirà a turno per gli istituti destinatari di finanziamenti della ricostruzione post-sisma – sulle quali fornire oggi una risposta definitiva è impossibile perché la variabili sono tante.
«Fino a qualche settimana fa pensavo di realizzare un Polo tecnologico in via San Marino», ha sottolineato il presidente Camillo D’Angelo nel suo intervento, «una scelta che alla luce di questa situazione emergenziale probabilmente dovrò riconsiderare; quando sei di fronte a un cataclisma come questo devi pensare velocemente. Ripercorrendo quest’ultimo mese: abbiamo collocato 1.200 fra studenti e operatori, abbiamo ricavato spazi laddove non esistevano; abbiamo chiesto aiuto ad altri enti, per ora senza riscontro a parte la Prefettura che ci ha ceduto la sua sede (stranamente D’Angelo non ha citato il Comune, ndr). Poi la procedura per il ricorso in Cassazione e quella per l’istanza di dissequestro. Lavoro degli uffici, impegni finanziari: non ci siamo tirati indietro su nulla».
Il nodo, per D’Angelo e la sua amministrazione, ora è decidere cosa fare se l’edificio dovesse essere dissequestrato: perché il Delfico è titolare di un finanziamento sisma di 18 milioni di euro, e studi di progettazione e impresa realizzatrice sono già stati individuati da Invitalia: si tratta di un’Ati (associazione temporanea d’imprese) Project composta da numerosi associati. Da contratto, progettazione e lavori devono essere conclusi in 270 giorni. «Quindi», ha aggiunto D’Angelo, «certamente le nostre valutazioni le faremo con la città, la scuola, l’amministrazione locale. Ma una scuola jolly al momento, a parte il Delfico, pare indispensabile perché abbiamo decine di scuole con fondi sisma i cui studenti probabilmente per un periodo di tempo dovranno uscire per consentire i lavori. Al primo posto c’è l’idea di un luogo jolly non lontano dal centro che a turno possa servire a tutti gli istituti destinatari di fondi. Se non dovessimo trovare una struttura esistente non pensiamo certo ai vecchi Musp ma ad ecovillaggi abitativi realizzati da aziende specializzate. Si tratta di bioedilizia, strutture dotate di design e comfort che nei Paesi del nord Europa utilizzano in via permanente. Per non dire della sicurezza, perché ovviamente hanno indici altissimi. Ci andranno anche i ragazzi del Delfico. Se ci sarà il dissequestro? È una domanda alla quale, ora, è difficile rispondere proprio perché non abbiamo certezza né dei tempi né dei modi: ma è certamente una scelta che si farà insieme».
Ampio e partecipato il dibattito in aula. La minoranza ha assicurato collaborazione proponendo un tavolo tecnico permanente in maniera da seguire da vicino quanto sta accadendo. Lanfranco Cardinale, a nome del gruppo La Forza del Territorio, ha presentato quindi una mozione che dopo una sospensione e un confronto fra maggioranza e minoranza si è incanalata in una formula istituzionale per la quale esiste già un regolamento: quello delle Consulte. Quindi la proposta approvata prevede che venga creata una Consulta al tavolo del quale ritrovarsi insieme per monitorare, confrontarsi, proporre.(red.te)

