D’Ignazio: «La Zes? È merito mio e di Pepe»
Intanto l’amministrazione di Mosciano esulta perché l’area Stazione avrà i benefici
GIULIANOVA. Le diverse rivendicazioni sull’inserimento di terreni della frazione di Villa Volpe nel perimetro della Zes, zona economica speciale, non sono state digerite dall’ex assessore e consigliere regionale Giorgio D’Ignazio, che al riguardo non nutre alcun dubbio: «Prima di attribuirsi meriti, occorre conoscere lo svolgimento dei fatti. Chi può avanzare qualche merito sono l’ex assessore ed attuale consigliere Dino Pepe e il sottoscritto. Naturalmente appoggiati dai consiglieri regionali della provincia di Teramo, che nell’occasione ci hanno dato man forte per superare l’ostacolo. Ricordo che il presidente Giovanni Lolli era più propenso a lasciare l’equilibrio che era stato raggiunto, che escludeva completamente Giulianova. Questo per non indurre i rappresentanti di altri territori ad avanzare istanze analoghe. Ricordo che nella riunione conclusiva indetta per licenziare la proposta abruzzese Zes ho dovuto battere il pugno sul tavolo per accompagnare la proposta mia e di Pepe. Proprio in quella seduta fu deciso di includere nel perimetro Zes i terreni di Villa Volpe al confine con Mosciano e con il casello autostradale dell’A/14. Ogni altra ricostruzione non rispecchia la verità».
Chi non teme smentite è l’amministrazione comunale di Mosciano e per essa il sindaco Giuliano Galiffi che afferma: «La notizia della firma del decreto per l’istituzione della Zes da parte del ministro Provenzano è una grande notizia per il nostro comune. Si conclude un percorso iniziato nel 2017 che individuò da subito l’area di Mosciano Stazione come uno dei centri nodali del sistema. Adesso toccherà alla Regione definire i dettagli operativi e poter finalmente avere i benefici tangibili della Zes sul nostro comune». Mirko Rossi, capogruppo in consiglio di Mosciano Democratica: «Si tratta di un’opportunità fondamentale per l’espansione futura di Mosciano poiché le Zes rappresentano aree nelle quali saranno presenti agevolazioni fiscali, investimenti infrastrutturali, semplificazioni normative oltre che, verosimilmente, fondi del Recovery Plan finanziato dall’Unione Europea». (al.al.)

