D’Ignazio: raccontiamo meglio l’Abruzzo

Stati generali del turismo, l’assessore illustra le strategie della Regione per promuovere il territorio
TERAMO. Una nuova «narrazione» dell’Abruzzo che ne modifichi l’immagine di regione «statica, quieta, senza carattere». Va in questa direzione il piano strategico regionale del turismo presentato ieri nell’assemblea plenaria al teatro Comunale. L’evento ha caratterizzato la seconda giornata degli Stati generali del turismo convocati dall’assessore Giorgio D’Ignazio per condividere con gli operatori del settore proposte e idee.
«L’Abruzzo è una regione dal grande potenziale», ha detto in apertura l’amministratore, «è però arrivato il moTuirmento di ideare un concetto connotante, definito, unico e riconoscibile che non si discosti dalla reale percezione dell’Abruzzo come Regione verde d’Europa, e che sappia trasformare in positivo la negatività di essere poco conosciuta». Secondo le indicazioni del piano strategico il nuovo brand deve puntare sul concetto di “Abruzzo wild” nel senso di regione autentica, da scoprire e da vivere in modo personalizzato. I cardini della nuova strategia si fondano sul fare sistema, sull’innovazione e l’integrazione.
«Non possiamo pensare di fare programmi senza coinvolgere gli operatori, tralasciando le nuove tecnologie e dimenticando gli asset fondamentali che sono i trasporti e le infrastrutture», ha detto D’Ignazio, «la loro presenza numerosa e propositiva è uno stimolo importante». Su questa linea si è espresso anche il presidente vicario della Regione Giovanni Lolli che nel suo intervento di apertura ha detto: «Per rendere appetibile il nostro prodotto turistico è necessario renderlo raggiungibile, organizzare servizi e farlo conoscere attraverso una promozione mirata». Tra le numerose indicazioni c’è la necessità di superare la frammentazione delle Dmc che nel futuro dovranno dimostrare di saper realizzare vere reti d’impresa tra pubblico e privato. La Regione inoltre intende andare verso la creazione di un soggetto pubblico-privato che dovrà occuparsi della promozione turistica, come hanno fatto altre realtà come Toscana e Puglia.
«Il caso Abruzzo può diventare best practice nell’ambito dell’evoluzione delle politiche turistiche a livello nazionale», ha detto Alessandra Priante, capo ufficio relazioni internazionali del ministero del Turismo, «il turismo è un settore economico che produce valore diretto, indiretto e indotto e pertanto far crescere questo asset genererà valore per l’Abruzzo che potrà fare passi avanti». All’assemblea sono intervenuti anche Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo Enit, Mario Romanelli della società Travel Appeal ed Edoardo Colombo, esperto di innovazione e turismo.

