D’Ignazio: «Rimango nel centrodestra»
Il consigliere regionale teramano: la delega avuta da D’Alfonso riconosce il mio lavoro sul territorio
TERAMO. La delega ricevuta due giorni fa dal governatore D’Alfonso per occuparsi di commercio e turismo regionali e attività produttive nel cratere sismico significa che Giorgio D’Ignazio, consigliere regionale teramano dell’Ncd, è passato nella maggioranza di centrosinistra? A quanto pare no, almeno così dicono lo stesso D’Ignazio e la leader abruzzese del Nuovo Centro Destra Federica Chiavaroli. Anzi, di più: D’Ignazio appare insofferente dell’ambiguità del suo partito (che a livello nazionale governa con il Pd) e stanco degli attriti con gli altri consiglieri d’opposizione e, avendo l’intenzione di restare nel centrodestra, appare probabile che lasci l’Ncd.
Ma allora perché accettare una delega da un governatore Pd? D’Ignazio risponde così: «Non ci vedo nulla di strano, D’Alfonso mi ha voluto dare un riconoscimento per il lavoro che ho cominciato a fare sul territorio subito dopo il terremoto. E ora lavorerò sempre di più perché questo territorio riparta meglio di prima, il terremoto dev’essere la molla per rinascere. In Abruzzo è D’Alfonso ad avere in mano le chiavi, è con lui che mi devo rapportare. Lui stesso mi ha detto: lavora sul territorio e resta pure all’opposizione. Chi dice che sono passato al centrosinistra lo fa solo per screditarmi». La nota diffusa ieri da Federica Chiavaroli per l’Ncd conferma: «La delega al consigliere D'Ignazio non ha nessun valore politico, non ci sarà ingresso nella maggioranza di centrosinistra. Rimaniamo all'opposizione, non abbiamo ceduto a lusinghe ben più allettanti». E ancora: «A mio avviso non bisogna strumentalizzare la cosa perché il nostro consigliere quel lavoro lo fa già da tempo senza la delega di D'Alfonso, soprattutto alla luce delle gravi problematiche legate al terremoto. L'impegno verso i territori e verso l'Abruzzo è insito nel ruolo del consigliere regionale», conclude, «è quindi un contributo normale al di là delle appartenenze e degli schieramenti».
Il prossimo 18 marzo l’Ncd si scioglierà e darà vita a un nuovo soggetto politico di centro che Alfano definisce «la casa dei moderati». Giorgio D’Ignazio, forse, in quel nuovo soggetto non ci sarà.(d.v.)
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