D’Orazio, scontro con la destra romana

L’ex consigliere regionale rigetta le ricostruzioni sulla sua mancata candidatura e sulla vicenda Amp
PINETO. «Ho rinunciato alla candidatura in Fratelli d’Italia dopo un colloquio con il senatore Marsilio tenutosi in senato il 20 dicembre. A fronte delle difficoltà che lealmente gli prospettavo circa la sua candidatura mi rispose di non preoccuparmi, “tanto in Abruzzo vince pure ’n manico de scopa del centro destra”. Appena tornato in Abruzzo, comunicai al mio segretario provinciale che non mi sarei candidato, rinunciando a un’opportunità che mi avevano offerto da mesi ma che non potevo più accettare». Dopo l’articolo apparso sul Secolo d’Italia, in cui lo si accusava di essersi avvicinato a Legnini non avendo ottenuto il peso sperato in Fdi, l’ex consigliere regionale Benigno D’Orazio interviene sulla ricostruzione effettuata dal quotidiano della destra romana sul suo mancato appoggio alla candidatura di Marco Marsilio. E lo fa rigettandola in toto. «Non ho mai partecipato a conviviali o cose di questo tipo con Legnini al quale mi lega antica stima ed amicizia», continua, «per le cose che ho pubblicamente affermato, non altre, ritengo sia lui il miglior presidente possibile di questa Regione, compiendo una scelta sofferta e dolorosa, anteponendo cioè le ragioni del bene della mia terra a quelle dell’appartenenza partitica. Senza chiedere nulla in cambio».
Dura anche la replica sulla ricostruzione effettuata dal quotidiano romano sulla vicenda della società Cerrano Trade, da lui amministrata quando presiedeva l’Amp Torre del Cerrano. «Vengono estrapolate notizie su una citazione in sede civile da parte del cda dell’ente», dichiara D’Orazio, «dando per scontato l’esito risarcitorio a mio carico, mentre la causa deve ancora iniziare. Viene omesso che con il cda dell’ente è in atto una complessa vertenza sia sul piano amministrativo che civile, dagli esiti tutt’altro che scontati».D’Orazio sottolinea poi come i fondi al centro della vertenza siano «stati essenzialmente utilizzati per lo svolgimento delle attività e dei progetti propedeutici al prestigioso riconoscimento del primo parco marino certificato in Europa», aggiungendo come «in sede penale è già stato archiviato ogni addebito nei miei confronti sempre in ordine alla stessa vicenda».

