Da avvocato laureata alla Bocconi a food blogger che cucina in tv

2 Giugno 2018

Giorgia Di Sabatino dopo la laurea in giurisprudenza ha capito che la sua strada era un’altra Per due anni ha presentato ricette facili sulla Rai e ora, oltre che sui social, scrive per Cucina Italiana

TERAMO. Laureata in giurisprudenza alla Bocconi, ha dato una sterzata alla sua vita e alla già tracciata carriera da avvocato ha scelto quella da food blogger, e non solo. Giorgia Di Sabatino, teramana, si reinventa continuamente.
Sul suo canale Instagram ha cominciato a postare non solo piatti ma anche foto di abbigliamento: magliette, outfit…
«“Cook the look” è il mio blog, si chiama così perché all’inizio parlavo di cucina e di moda low cost, parlavo alle squattrinate senza tempo come me. Con il passare del tempo la cucina ha preso il sopravvento e ho lasciato da parte la moda. Su instagram i follower mi vedono nelle stories e mi chiedono “dove hai comprato questi pantaloni?“ o “Dove hai comprato questa maglia?“. Quindi taggo i brand. Adesso ho un market sul mio blog nel quale vendo delle cose create da me o da Craft in giro per l’Italia. Diciamo che la moda è rientrata un po’ sul blog. Non sono una fashion blogger ma, nel mio piccolo, cerco di dare dei suggerimenti alle donne con ciò che mi piace».
Insomma, una donna poliedrica.
«Mi sono reinventata. Ho una laurea in giurisprudenza. Diciamo che subito dopo la laurea ho capito che non mi vedevo né magistrato né avvocato. Nonostante i miei genitori lo sperassero, ho cambiato rotta. Studiavo a Milano, lavoravo in televisione e poi sono tornata a Teramo per amore. E visto che mi piace scrivere e cucinare, ho deciso di scrivere di cucina».
Ed ha pensato di rendere una delle sue passioni, in particolare la cucina, un lavoro.
«Scrivo contenuti per il web, ho iniziato per caso poi, con tanta costanza, è diventato un lavoro. All’inizio era solamente “uno scherzo”: mi seguivano solamente mio padre e mia madre, probabilmente. Pian piano il pubblico è aumentato ed è diventato un lavoro a tutti gli effetti».
È un lavoro impegnativo?
«La mia giornata tipo è un po’ un casino. Sono una mamma, per cui, porto mio figlio a scuola. Mi alleno, cammino. Quando cammino penso tanto. Quando rientro a casa scrivo per il mensile “Cucina italiana” degli articoli. Scrivo pezzi per il mio blog, per le collaborazioni. A volte creo ricette per fatti miei, faccio una foto e la pubblico sul sito. Molto spesso impacchetto e spedisco i prodotti del market. Nel pomeriggio mi dedico a mio figlio e ai suoi impegni».
Cucina piatti tipici abruzzesi? Le piace attenersi alla tradizione o rielaborare i piatti?
«Diciamo di no, io cucino quello che piace alla mia famiglia. Con i piatti tradizionali – abruzzesi e non – ho veramente paura perché, scrivendo per la “Cucina Italiana”, so quanto le persone ci tengano alla precisione della ricetta. Mi tengo lontana dalle ricette tipiche perché le rivisitazioni, non sempre piacciono. Ma ho chiesto la ricetta delle “virtù” ad un’amica di famiglia che le sa fare molto bene e l’ha pubblicata su Cucina italiana. Sono felice di aver portato una ricetta tanto famosa della nostra città su un giornale di cucina molto importante».
Non tutte le ciambelle riescono col buco. Capita anche a lei, talvolta, di dover rieseguire la ricetta?
«Certo, capita di preparare torte bruciate o non cotte all’interno. Negli anni ho imparato che da un pasticcio può nascere un’altra ricetta. Per esempio la “Tarte Tatin” è nata per sbaglio perché hanno messo al contrario la sfoglia. Se una torta non esce bene la rimetto nel forno e la faccio diventare un biscotto».
Per un periodo si è cimentata nella televisione e ha dovuto fare da pendolare tra Teramo e Milano.
«Sì, ho partecipato per due anni alla trasmissione “Detto fatto” di Caterina Balivo come tutor di ricette facili e veloci per la famiglia. È stata una cosa molto divertente ed entusiasmante. Sono una mamma viaggiatrice: partivo da Teramo in pullman, di notte, e tornavo da Milano in pullman, di notte. Faticoso, ma fortunatamente grazie al trucco riprendevo sembianze umane».
Da chi ha ereditato la passione per la cucina?
«Ho ripreso un po’ da entrambe le mie nonne, erano molto diverse tra loro: una era essenziale, per lei l’importante era mangiare qualsiasi cosa, l’altra, invece, si impegnava di più. Anch’io cerco di portare qualcosa in tavola nel minor tempo possibile ma allo stesso tempo ci metto sempre del mio. La faccio anch’io la fettina di carne in padella, come tutti però, se posso, aggiungo un dettaglio per renderla più particolare, magari un po’ di paprika o qualche erba aromatica. L’ingrediente segreto è la fantasia, l’inventiva, l’entusiasmo».
Soprattutto in passato ha utilizzato anche un canale YouTube…
«In realtà lo utilizzerei ancora il mio canale YouTube, anche se girare i video è un po’ più complesso perché devo fare tutto da sola. Richiede tempo ed impegno e l’anno scorso a causa del terremoto ho dovuto sospendere tutto. Ma prometto che tornerò!».
In cucina le piace sperimentare nuove ricette, nuovi ingredienti?
«Assolutamente sì, anche se in famiglia sono l’unica. Per esempio, se un giorno mi metto a cucinare un piatto tipico thailandese a casa lo mangio solo io. Proprio ultimamente qui a Teramo ho scoperto un posto in cui fanno il “bubble tea” (bevanda tradizionale asiatica a base di tè nero o tè verde, ndc) che si fa con le perle di tapioca. Mi ha incuriosito questo ingrediente, anche se non ho ancora avuto il coraggio di ordinarlo online!».
Sicuramente capiteranno anche a lei quei giorni in cui non sa che cosa cucinare.
«Il cous-cous è un piatto delizioso, quando non so cosa cucinare faccio quello: ci vogliono pochi minuti e per la stagione estiva è perfetto. La maggior parte delle persone lo mette a bollire, ma non c’è cosa più sbagliata. Il cous-cous va messo crudo in un’insalatiera, versandoci sopra a filo l’acqua bollente; infine va coperto con un piatto per una decina di minuti».
Il suo lavoro la porta a viaggiare spesso o riesce a gestire il tutto anche rimanendo a Teramo?
«Vado spesso a Milano perché tutti gli eventi e tutte le agenzie con cui collaboro sono lì. Questo è il problema del mio lavoro: riesco a farlo anche stando a Teramo ma ovviamente riuscirei a farlo meglio da lì, anche perché spesso le agenzie mi dicono che prima di assegnarmi un progetto vorrebbero vedermi di persona oltre che sentirmi telefonicamente o via e-mail. Non ho in programma di trasferirmi perché qui c’è la mia famiglia. Preferisco seguire mio figlio e fare quello che riesco a fare da qua. La presenza della mamma è importante».
Si sente supportata dai suoi cari?
«Sì, mi supportano tutti, anche se non è un lavoro facile da comprendere. I miei genitori mi hanno sempre vista come notaio e all’inizio era un po’ titubanti. Adesso invece vedendo i miei risultati sono più fiduciosi. Ovviamente essendo un lavoro da freelance ti porta a rischiare: l’anno scorso a causa del terremoto ho dovuto smettere di lavorare, non avevo proprio lo spirito. Per le agenzie di comunicazione ero la “blogger terremotata”. È stata dura. Quest’anno invece la situazione si è risollevata e anch’io ho uno spirito diverso».
Quali doti dovrebbe avere secondo lei una brava food blogger?
«Personalmente ho cominciato in maniera molto amatoriale e mettevo le foto un po’ a caso sul mio sito web; col tempo ho imparato alcuni trucchetti. Di solito, dopo aver scattato la foto al piatto prima di pubblicarla, la sistemo e la modifico un po’. Non uso luci professionali ma cerco di usare la luce naturale. Sto molto attenta alle parole che utilizzo quando scrivo. Ai ragazzi consiglierei di trovare un lavoro vero e magari praticare questo come hobby: non puoi dire “da grande voglio fare la blogger” perché non tutti sono capaci. Devi saper scrivere bene, curare l’aspetto delle immagini e avere tanto tempo da dedicare a tutto ciò».
Essendo una libera professionista a tutti gli effetti, nel caso in cui non dovesse andare come previsto, si è riservata un piano B?
«Il mio blog è già un piano B. Dopo essermi laureata in giurisprudenza alla Bocconi di Milano una volta tornata a Teramo credevo che avrei trovato subito lavoro. Ma non è andata così. Mi sono dovuta ingegnare e ho aperto il mio blog. Ho delle sicurezze economiche grazie anche alla mia collaborazione con “La Cucina Italiana” per la quale scrivo degli articoli ogni mese e da poco ho aperto anche uno shop online. Se andrà male avrò sicuramente un piano C, l’importante è non abbattersi mai».
Svetlana Stanojevic
Silvia Della Maestra
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