Da oggi le vongolare tornano in mare e pescheranno meno

Giulianova, limite di 40 sacchi per barche con tre marittimi Di Mattia (Cogevo): «Riduciamo anche le aree di cattura»
GIULIANOVA. Sono tornate in mare stamane le vongolare dopo il fermo, in parte volontario e in parte obbligatorio, osservato dal 1° marzo e per 45 giorni dalle imprese di pesca del settore. Il ritorno al lavoro ha riguardato tutte le vongolare del compartimento marittimo ormeggiate a Giulianova, Roseto e Pescara. Il Cogevo Abruzzo, con il presidente Giovanni Di Mattia, ha comunicato che ogni unità con tre marittimi a bordo potrà pescare non più di 40 sacchi al giorno, mentre quella con due marittimi potrà portare a terra 36 sacchi.
Di Mattia sottolinea: «Il nostro consorzio ha anche adottato un provvedimento restrittivo in merito alla parziale riapertura del territorio di cattura. La pesca sarà esercitata nelle aree di pesca da una distanza dalla costa di 1.200 metri e fino a duemila metri». La misura, come viene spiegato, è stata concordata al fine di consentire il prolungamento del ciclo riproduttivo della vongola ed evitare contestualmente un conflitto operativo con gli addetti alla piccola pesca. Alla riapertura della cattura della vongola in Abruzzo corrisponde la chiusura dell’analoga attività nei tratti di mare di Venezia e Chioggia. Il che causerebbe una diminuzione dell’offerta del prodotto e una probabile lievitazione del prezzo. Una eventualità accarezzata da Di Mattia che auspica: «Spero si possa raggiungere una quotazione che oscilli tra i 25 e i 30 euro al sacco da 10 chilogrammi in modo da compensare adeguatamente il lavoro e i nostri sacrifici».
Intanto il Cogevo Abruzzo comunica di aver richiesto l’apertura di un tavolo congiunto di confronto con il servizio opere marittime e acque marine e l’assessorato alla pesca della Regione in merito alla delibera di giunta che prevede l’attivazione con urgenza delle prime essenziali opere di protezione di tratti di costa interessati dai fenomeni erosivi. Afferma Di Mattia: «Auspico un confronto in cui si riesca a far convivere gli interessi dei pescatori e dei balneatori che dovrebbero agire in sinergia per consentire lo sviluppo dell’economia turistica e la valorizzazione della vongola».
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