Da Pineto e Silvi no al Comune unico

Verrocchio e Comignani sono d’accordo nel gestire i servizi insieme ad Atri, ma non nel perdere l’identità cittadina
ATRI. Comune unico sì, Comune unico no. Dopo la proposta del Comune di Atri di fondersi con le amministrazioni costiere di Pineto e Silvi, non tardano ad arrivare i primi stop. Il primo cittadino di Pineto Robert Verrocchio affida ad un comunicato le sue perplessità: «Non penso che la fusione dei comuni sia la migliore soluzione. Già da tempo Pineto sta andando nella direzione di condividere i servizi con i comuni limitrofi, cosa che abbiamo ad esempio fatto con Silvi istituendo il segretario generale unico del Comune e con la sperimentazione della polizia locale unificata. Con Atri la scorsa estate abbiamo anche condiviso il cartellone degli spettacoli». Verrocchio prosegue: «Credo che la linea strategica che dobbiamo seguire sia soprattutto quella della condivisione dei servizi e degli uffici non solo tra i comuni del Cerrano ma anche con quelli della Val Fino, in linea con quanto sta facendo la Regione nelle nuove linee del "Piano sociale", cioè guardando ad un ambito sociale che va oltre il territorio del Cerrano. Dobbiamo studiare nuove forme di razionalizzazione», conclude Verrocchio, «ma senza perdere le peculiarità del nostro territorio. L'avvicinamento di più comuni è un'occasione di sviluppo e di crescita economica, penso ad esempio al potenziamento sinergico delle infrastrutture nella zona industriale di Atri e Pineto, penso alla promozione turistica dell'intero territorio del Cerrano, mettendo in risalto il punto di vista paesaggistico e rurale e storico».
Anche il sindaco di Silvi nutre delle perplessità circa la proposta lanciata dall’assessore delegato del Comune di Atri Umberto Italiani. Raggiunto telefonicamente Francesco Comignani afferma: «Con il Comune unico perderemo le nostre tradizioni, le nostre origini ed il nostro simbolo. Se si parla di condivisione di servizi, come stiamo facendo con Pineto con il comando di polizia municipale, siamo d’accordo. Anche nel settore turistico l’unione fa la forza ed è diretta a riqualificare le nostre terre e la nostra collina. Siamo perplessi», prosegue il primo cittadino Comignani, «che si possa arrivare ad un accordo comune, e non è una questione campanilistica. Parteciperò comunque all’incontro promosso dal Comune di Atri il prossimo 17 novembre. La mia proposta sarà quella per ora di rimanere come stiamo. Non siamo disposti a perdere la nostra identità, si possono comunque buttare delle basi per una condivisione di servizi con la città di Atri. Il prossimo anno con la spending review avremo già una stazione unica appaltante per le opere pubbliche. Sul turismo sarà interessante condividere le nostre tradizioni con quelle della città ducale».
Domenico Forcella
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