«Da rifare il bando per la San Giuseppe»

Futuro In raccoglie l’allarme lanciato dai costruttori dell’Aniem: «L’avviso contiene criteri che penalizzano il territorio»
TERAMO. «Apprendiamo dal Centro, senza alcuno stupore, delle rimostranze espresse dall’Aniem in merito ai criteri di gara stabiliti dal Comune di Teramo per la prima opera pubblica legata alla ricostruzione». Così il gruppo consiliare di opposizione di Futuro In, per voce del coordinatore Giovannibattista Quintiliani, interviene sull’avviso pubblico per la ricostruzione post-sisma della scuola San Giuseppe, di recente pubblicato dal Comune e contestato dall’Aniem, rappresentativa associazione di costruttori edili, che giudica i criteri del bando penalizzanti per le imprese teramane e invitano associati e non del territorio a non partecipare.
Continua Quintiliani: «Verrebbe da dire alleluia, dopo sei anni di nulla finalmente la pubblicazione della gara per la ricostruzione della San Giuseppe, ma la montagna ha partorito il topolino! La narrazione necessita di un passo indietro. Nel giugno 2018 all’alba dell’insediamento dell’attuale sindaco e giunta in cassa vi erano già le risorse necessarie per la ricostruzione della scuola San Giuseppe, finanziamenti intercettati negli ultimi mesi di governo della giunta Brucchi. Nel giugno 2024, all’alba del sesto anno dall’insediamento dell’attuale sindaco e giunta, la pubblicazione del bando di gara per l’appalto, l’unico su tante opere da realizzare, l’unico sui circa cento milioni di euro già stanziati e liquidi per la ricostruzione pubblica (palazzo di città, scuola Savini, museo archeologico, Braga...). Sei anni di pensieri, sicuramente profondi, per arrivare a ottenere la protesta vibrata, non del singolo costruttore, ma della comunità degli edili. Sei anni per accorgersi che le somme pronte da spendere nel 2018, nel ’24 non hanno lo stesso potere di acquisto sul mercato, che nel mentre ha conosciuto l’alterazione data dai vari bonus edilizi e al quale ci si rivolge non da protagonisti, ma da comparse; tale ruolo vale la clausola che lega al maggior ribasso di prezzo la scelta dell’impresa. Come si può derogare da criteri qualitativi per favorire il minor prezzo sulla ricostruzione di un edificio danneggiato dal sisma e che andrà a ospitare una scuola elementare?».
Quintiliani attacca: «L’immobilismo di questa amministrazione, che noi abbiamo sempre denunciato, oggi produce i primi, evidenti danni. Non è accettabile che il sindaco e la sua maggioranza non si siano preoccupati di progettare la ricostruzione con fondi già stanziati e facciano subire l’inevitabile trascorrere del tempo ai cittadini sotto forma di appalti che penalizzano le imprese locali e da ultimo la comunità tutta. Noi non possiamo fare altro che appoggiare le giuste rimostranze dell’Aniem consigliando all’amministrazione un repentino dietrofront rispetto alle determinazioni prese».(d.v.)

