Da Teramo gestiva il traffico di shaboo

Cinese residente a Villa Pavone arrestato nell’operazione internazionale: l’anfetamina arrivava nascosta nei giocattoli
TERAMO. Il capo dell’organizzazione resta latitante ad Hong Kong, ma la banda che importava in Italia la droga del momento chiamata shaboo –nascondendola anche nei giocattoli – è stata messa ko dalla polizia. A cominciare dal cittadino cinese residente a Villa Pavone, operaio saltuario, considerato colui che da Teramo gestiva tutto il traffico internazionale. E’ un’operazione che parte da Firenze e tocca anche Teramo quella messa a segno dalla procura distrettuale antimafia della città toscana che ha arrestato otto persone, tutte cinesi, contestando l'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e al riciclaggio dei proventi.
IL CAPO TERAMANO. Tra gli arrestati anche un cittadino cinese residente a Villa Pavone che, secondo l’accusa, proprio dalla sua residenza teramana curava la gestione dell'intero traffico, sia trattando con appositi viaggi ad Hong Kong le partite di droga da importare, sia coordinando la distribuzione. E fra i suoi compiti, secondo quanto emerso nell'inchiesta coordinata dal pm Eligio Paolini, ci sarebbe stato anche quello di gestire una cassa comune per pagare gli avvocati e le spese legali in caso di arresti. Le indagini sono stata portate avanti dalla polizia postale e squadra mobile di Firenze che, per quanto riguarda l’arresto a Teramo, ha agito con il supporto e la collaborazione della mobile teramana.
NASCOSTA NEI GIOCHI. La droga veniva nascosta anche nei giocattoli e spedita con normali corrieri internazionali da Hong Kong all’Italia. Con gli otto arrestati tra Prato, Teramo e Nocera, ci sono 12 indagati. Oltre all’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga, la Procura contesta il riciclaggio: i proventi dell’attività di spaccio, tutta concentrata nell’ambito della comunità cinese di Prato, venivano infatti rispediti in Cina tramite operazioni di home banking. Le indagini hanno permesso di scoprire che la shaboo veniva spedita anche in altri Paesi, come la Spagna, la Francia, l’Argentina e l’Australia. Secondo le stime degli inquirenti il traffico avrebbe fruttato circa tre milioni di euro. Nel corso delle indagini, durate due anni, sono stati sequestrati 5 chili di droga, nascosti in telefoni, prese multiple elettriche e, appunto, bambole o giochi per bambini. I destinatari delle spedizioni via corriere erano prestanome ignari di ciò che la merce contenesse.
DROGHE SINTETICHE. È sempre più allarme in Italia per l’arrivo sui mercati clandestini di nuove droghe sintetiche che, purtroppo, stanno spopolando tra i giovani. Queste droghe tolgono ogni tipo di inibizione e spesso vengono associate all’alcol con effetti che sono devastanti: possono provocare infarti e ictus e in alcuni casi la morte. La shaboo è conosciuta anche come “diamantini colorati”. Si tratta di anfetamine che, se fumate, provocano un’eccitazione di maggior durata rispetto all’ecstasy. Si tratta di una potentissima metanfetamina – come l'Mdma – diffusa soprattutto in luoghi di divertimento serale, dalle discoteche ai rave party. Sul territorio italiano negli ultimi tempi sono aumentati i sequestri di questi nuovi cristalli, venduti a peso d'oro: per una dose è sufficiente un decimo di grammo pagato dai 25 ai 30 euro. (d.p.)
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