Dal Comune no al decreto sull’immigrazione

6 Novembre 2018

La giunta approva un atto politico contro le misure restrittive dettate dal ministro Salvini

TERAMO. No al decreto immigrazione e sicurezza. A pronunciarlo è l’amministrazione comunale con un atto che chiede al ministro dell’Interno e al governo di «sospendere in via transitoria fino alla conclusione dell’iter parlamentare» gli effetti del provvedimento. La delibera adottata dalla giunta sollecita l’apertura di un confronto sulle ricadute della conversione in legge del decreto, il cui esame è stato appena avviato in Senato. A detta dell’amministrazione, infatti, con l’entrata in vigore definitiva del provvedimento «saranno vanificati gli sforzi fatti per arrivare a una equilibrata distribuzione delle persone accolte su tutto il territorio regionale e il lavoro fatto dallo Sprar». Nell’atto si ricorda che il Comune «ha messo in campo efficaci azioni volte all'implementazione di una solida e diffusa rete di accoglienza Sprar e a una distribuzione equa e sostenibile delle persone accolte». L’amministrazione ricorda che il progetto Sprar a Teramo consente di dare ospitalità a cento persone, ma non comprende nuclei familiari e per soggetti vulnerabili. In riferimento a questi ultimi la delibera approvata dalla giunta specifica che «essendo la vulnerabilità una condizione fisica e o psicologica che tende ad emergere o a manifestarsi anche in un periodo successivo all'arrivo nello Sprar, in considerazione dei limitati posti ad hoc presenti a livello nazionale, il beneficiario portatore di specifiche esigenze psico-sanitarie resta comunque in accoglienza tramite il progetto». L’applicazione delle misure restrittive previste nel decreto, inoltre, a detta dell’amministrazione avrebbero pesanti conseguenze anche a livello economico. La giunta ricorda, infatti, l’associazione dei Comuni italiani stoma in 280 milioni di euro i costi amministrativi che ricadranno sui servizi sanitari territoriali e degli enti locali. (g.d.m.)
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