Dal marmo all’alimentare: piano sull’area artigianale

31 Maggio 2022

Lidl investe su terreno e capannoni in viale Crispi della storica ditta Giovannozzi Dalla giunta il primo sì a un nuovo supermercato con parcheggi e verde pubblico

TERAMO . Un supermercato, con parcheggi e verde, al posto dell’impianto per la lavorazione del marmo. È questa la trasformazione in vista per l’area al centro di viale Crispi. La trattativa con i proprietari è già in fase molto avanzata, il Comune con una recente delibera di giunta ha già espresso l’interesse pubblico per l’operazione e manca solo il perfezionamento dell’intesa, per la parte che coinvolge direttamente l’ente, per l’approdo in consiglio e il conseguente via libera definitivo. Ci sono tutte, insomma, le premesse per riqualificare e dare una nuova destinazione a quello spazio che per decenni è stata la sede della storica attività della famiglia Giovannozzi.
Per quell’area il consorzio Abitare Abruzzo guidato da Raffale Di Pancrazio, già impegnato in una procedura simile per l’ex Villeroy e che fa da tramite tra i proprietari del terreno privato e l’investitore, ha presentato all’ente una proposta di accordo di programma su cui la giunta ha rilasciato un primo parere favorevole. L’obiettivo è riutilizzare quell’area, ormai circondata dalle case ma nella quale tutt’ora si lavora il marmo, in una struttura della media distribuzione alimentare con il marchio Lidl. Lo spazio si estende per circa 6.500 metri quadri ed è in gran parte della famiglia Giovanozzi, che lì ha negli anni installato e messo in funzione capannoni per l’attività artigianale e un edificio destinato a uffici e uso abitativo. L’accordo per la cessione al gruppo tedesco è di fatto già sottoscritto, ma restano da definire gli aspetti che interessano più direttamente il Comune. Quest’ultimo è proprietario, infatti, di un’area a confine su cui Lidl ha messo gli occhi per dare compiutezza al proprio progetto. Si tratta dunque non solo di valutare la congruità del prezzo offerto dall’acquirente, che comunque garantirebbe un introito cospicuo alle casse comunali, ma di definire nel dettaglio le opere di pubblica utilità a carico dell’investitore necessariamente da inserire in un accordo di programma. L’intervento di per sé già risponde a uno degli obiettivi del piano regolare che per quell’area, ormai pienamente urbanizzata, indica la dismissione di attività produttive incompatibili con la residenzialità. Sul tavolo, però, ci sono altri vantaggi da concretizzare. Proprio per lo sviluppo urbanistico registrato negli anni quel quartiere tra San Berardo e la stazione necessita di servizi maggiori. Per questo, oltre ai cosiddetti sottoservizi, il Comune intende mettere in conto all’acquirente anche l’apertura di un passaggio pedonale tra viale Crispi e via Tevere, l’allestimento di un’adeguata area verde, nonché la realizzazione di un congruo numero di stalli per la sosta a uso pubblico e di una fermata del bus. Tutte cose su cui ci sarebbe la disponibilità dell’investitore, ma che vanno messe nero su bianco in vista del consiglio. «Gli uffici stanno lavorando al miglioramento del progetto», spiega l’assessore all’urbanistica Stefania Di Padova, «che comunque riveste interesse per la riqualificazione dell’area, per la ricucitura tra due zone e per i risvolti economici».
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