Dal Pd apertura all’opposizione Casa Civica e Leu rispondono no

25 Agosto 2018

In una nota il presidente del Partito democratico Di Sante invita i suoi «ad uscire fuori dal recinto» Nugnes e Ciancaione marcano le distanze. Il consigliere provinciale: «Restiamo in minoranza» 

ROSETO. «Il Partito democratico deve uscire fuori dal suo recinto in vista del rimpasto». Ad affermarlo lo stesso presidente del Pd di Roseto, Giuseppe Di Sante, che in un comunicato intitolato emblematicamente “riflessioni di ferragosto”, cerca di riportare il partito con i piedi per terra, commentando anche il passaggio di Massimo Felicioni e Saverio Marini alla lista “Roseto Protagonista”, dove c’era già Marco Angelini. «Con il rafforzamento della lista civica Roseto Protagonista», scrive Di Sante, «non si rafforza la maggioranza, anzi, al limite alcune posizioni all’interno della maggioranza stessa. Una maggioranza si rafforza se apre ad altre forze dentro e fuori del consiglio comunale».
Il presidente del Pd allude al consigliere di Casa Civica, Mario Nugnes, e alla consigliera di Liberi e Uguali, Rosaria Ciancaione, con quest’ultima che non ha mai nascosto le sue posizioni di sinistra. Ciancaione, però, giudica molto difficile, almeno in questo momento, un dialogo con il partito democratico. «Noi siamo aperti a tutte le forze di centrosinistra, sia al Pd sia alle associazioni, sia ad altre forze civiche per un rinnovamento di quest’area politica», precisa Ciancaione, «ma con l’attuale Pd rosetano ci sarebbero grandi difficoltà nel confronto, soprattutto per il comportamento dei suoi rappresentanti, per esempio, in consiglio comunale. Consiglio dove ci sono state mozioni approvate all’unanimità, come quella che ho presentato sulle difficoltà dei disabili e sugli ascensori rotti, o quella sulla vulnerabilità sismica delle scuole, e poi disattese. E questo, sicuramente, non aiuta il dialogo».
Di Sante aprirebbe anche a Nugnes, che in Provincia è consigliere di maggioranza insieme al Pd, ma Nugnes specifica che «un conto è la Provincia, dove rappresento un intero territorio con funzioni importanti come la viabilità a costo zero. e un’altra cosa è il Comune, dove come Casa Civica siamo stati designati dai cittadini come forza di opposizione, che facciamo e continueremo a fare».
Il presidente del Pd rosetano, in ogni caso, ammette i problemi del suo partito, a partire dal livello nazionale, e vorrebbe costruire un nuovo centrosinistra, forte e coeso. Intanto traccia un bilancio di questi primi due anni di amministrazione. «Sono stato anni duri e complicati», dice Di Sante, «un compito oneroso è stata la messa in sicurezza dei conti anche con scelte difficili e impopolari». Poi uno sguardo al futuro. «Nel 2019 sarà necessaria una maggiore programmazione per la manutenzione, e anche più risorse. Per quanto riguarda l’ urbanistica si sta lavorando ma i tempi sono più lunghi. Penso che la soluzione dei piccoli e grandi avvenga con il confronto».