Dalla Chiesa parte l’appello «Rispettare i lavoratori»

20 Settembre 2022

Giulianova. Il dolore di familiari e colleghi, presenti i vertici dell’azienda  Il rettore del santuario: «Mai tralasciare sicurezza e dignità delle persone»

GIULIANOVA. Ci sono persone che vivranno per sempre nei gesti degli altri. Perché basta guardare i tre figli abbracciati a sostenere la loro mamma per capire che Tonino Fanesi, l’operaio morto nell’incidente su lavoro alla Metallurgica Abruzzese, era il papà che tutti avremmo voluto. Persona capace di trasmettere nel quotidiano i valori della famiglia e della solidarietà.
In centinaia ieri mattina si sono ritrovati nel santuario dello Splendore di Giulianova per l’ ultimo saluto: i colleghi operai della Metallurgica di Mosciano, quelli della Betafence dove l’uomo aveva lavorato fino a due anni fa, i vertici sia del gruppo Cavatorta (titolare della Metallurgica) sia l’ex amministratore della Betafence, i rappresentanti dei sindacati. E poi gli amici, i conoscenti, i parenti: tutti stretti in un abbraccio alla moglie Gabriella, ai figli Matteo, Davide e Samuele.
Con padre Giovanni Ferri, il rettore del santuario che nella sua omelia lo ha ricordato come «un uomo tutto lavoro e famiglia, un esempio per gli altri, per tutti quello che lo conoscevano». E che ha aggiunto: «Va bene dedicarsi alla produzione, ma non bisogna mai tralasciare la sicurezza e la dignità delle persone anche sotto il profilo spirituale». Così come ormai da tempo sottolineato da Papa Francesco quando si parla di lavoro.
E fuori dalla chiesa, a salutare per l’ultima volta Fanesi, tanti palloncini bianchi. E poi i ricordi degli amici lavoratori, il suo esserci sempre per chiunque. «Era una persona sempre disponibile con tutti», hanno ricordato alcuni colleghi, «un grande lavoratore, operaio esperto, e un ottimo padre di famiglia. La moglie e i figli erano la sua grande gioia. «Era molto orgoglioso dei suoi ragazzi», hanno detto gli amici, «è stato un padre sempre molto presente da quando erano piccoli».
Una famiglia conosciuta quella dell’operaio che a Giulianova abitava in via Mondello da dove tutti i giorni in sella alla sua bicicletta raggiungeva il posto di lavoro. Tanta la solidarietà espressa alla moglie e ai figli come racconta il gesto dei dipendenti dello stabilimento balneare Malibù, quello dove la famiglia Fanesi ogni anno andava al mare. I camerieri, i bagnini, i cuochi, tutti gli addetti hanno rinunciato alle mance di fine stagione e hanno devoluto tutto alla famiglia.
«Tonino era una persona pronta sempre a farsi in quattro per tutti», hanno raccontato alcuni amici in lacrime,«quello che è successo è veramente ingiusto. Le tragedie possono capitare, ma Tonino era una persona che meritava di vivere. Era innamorato della vita e del lavoro, era una persona solare, una persona che non si tirava mai indietro. Il suo ricordo ci accompagnerà per sempre e speriamo che il suo esempio di vita potrà dare sostegno e coraggio alla sua famiglia».(d.p.-al.al.)
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