Dalla lotta contro la malattia alla politica

TERAMO. A 29 anni ha dovuto affrontare la sfida più difficile della sua vita: la lotta contro una leucemia mieloide che da un giorno all'altro ha stravolto la sua esistenza. Una lotta che Marta Viola,...
TERAMO. A 29 anni ha dovuto affrontare la sfida più difficile della sua vita: la lotta contro una leucemia mieloide che da un giorno all'altro ha stravolto la sua esistenza. Una lotta che Marta Viola, 32 anni, candidata alla regionali per la lista Progressisti con Legnini, ha vinto grazie ad un trapianto e a tanta voglia di vivere. Un'esperienza quella della malattia che Marta, appassionata fotografa, ha raccontato in duecento scatti che sono poi diventati un libro, “Sangue bianco”, pubblicato lo scorso anno e in cui ha raccontato la sua battaglia. «Quando mi sono ammalata avevo 29 anni, è ovvio che quando succede la tua prospettiva si modifica», racconta Marta, «adesso voglio impegnarmi a fare solo cose in cui credo. Non ho fatto la fatica di combattere la malattia per avere un vissuto che non mi soddisfa». Oggi ha le idee chiare sul futuro. Una laurea in psicologia, una grande passione per la fotografia, un forte impegno ambientalista che la accomuna al padre, ex assessore dei Verdi a Martinsicuro, è impegnata in diversi progetti con l’Anpas ed oggi ha scelto di gettarsi in politica. «Quando mi hanno chiesto di candidarmi la risposta l'ho sentita subito dentro», sottolinea la candidata dei Progressisti con Legnini, «mi sono anche confrontata con mio padre, che mi ha supportato. Sapevo che prima o poi questo momento sarebbe arrivato, anche se magari pensavo un po’ più in là». Oltre che sul suo impegno Marta Viola, espressione della Val Vibrata, ha le idee chiarissime anche sulle priorità da affrontare: dai collegamenti tra costa e zone interne alla valorizzazione delle eccellenze, del turismo, del commercio. «Va tenuto conto del cambiamento climatico, dell’erosione costiera, vanno rivisti i piani urbanistici», continua, «così come le prospettive di costruzione sul lungomare nei comuni costieri. Io sento parlare mio padre dui cambiamento climatico da 20 anni, adesso finalmente ci si rende conto che è una questione da affrontare». Sul tavolo anche la necessità di offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani. «Io ho studiato al nord e ho conosciuto tanti ragazzi come me che sono rimasti fuori o che hanno cambiato strada perché non c’era possibilità di lavoro nel loro campo. Bisogna offrire ai miei coetanei, ed anche ai più giovani, delle opportunità». (a.m.)
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