Dallo stop alla Bandiera blu ai tanti divieti di balneazione

ALBA ADRIATICA. Il 2010 è stato solo l’inizio del dramma albense. La città e i suoi operatori turistici, hanno avuto da quel momento in poi, solo un anno di tregua, il 2011. L’inquinamento si è...
ALBA ADRIATICA. Il 2010 è stato solo l’inizio del dramma albense. La città e i suoi operatori turistici, hanno avuto da quel momento in poi, solo un anno di tregua, il 2011. L’inquinamento si è riaffacciato sul mare di Alba alle porte del Ferragosto 2012. Trecento metri di spiaggia chiusa dalla foce del torrente Vibrata verso sud, per valori di batteri fecali quattro volte oltre il limite. Ma è nel luglio 2013, quando il dramma supera i confini della zona nord di Alba e si affaccia anche a Villa Fiore, con un divieto di balneazione di quasi due chilometri, che dal Vibrata arriva fino alle pinete. A settembre altri due casi, prima della chiusura della stagione delle contestazioni verso l’Arta e delle polemiche cittadine, che finiscono con l’annuncio da parte del neo sindaco Tonia Piccioni di controlli a tappeto alla ricerca di scarichi abusivi nelle condotte piovane. Il 2014, si apre con la perdita della Bandiera Blu, con il divieto balneare preventivo nella zona nord e con oltre due settimane drammatiche, a partire da metà maggio, condizionate da tre prelievi consecutivi dell’Arta che segnalano valori di batteri fecali oltre i limiti.
Luca Tomassoni
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