Dams nell’ex manicomio, Brucchi si muove
Il sindaco convocherà a giorni un tavolo tecnico per studiare la fattibilità dell’idea del rettore
TERAMO. Per il recupero dell'ex manicomio i primi passi saranno compiuti già entro la settimana prossima con la convocazione, da parte del sindaco Maurizio Brucchi, di un tavolo tecnico dedicato all'intervento attorno al quale riunire tutti gli enti interessati. L'iniziativa, dopo l'incontro istituzionale di un paio di settimane fa incentrato sul riutilizzo di spazi urbani dismessi, prende le mosse dalle recentissime dichiarazioni del rettore Luciano D'Amico, che confermano la sua intenzione di riconvertire una parte dell'ex psichiatrico in polo della comunicazione artistica con l'apertura di un corso Dams. «E' una strada percorribile», spiega Brucchi, «partendo dallo studio di fattibilità di cui siamo in possesso». L'idea progettuale porta la firma dell'ex dirigente comunale Stefano Mariotti e indica sia soluzioni tecniche, che vedono nell'ex manicomio l'allocazione di una pluralità di funzioni, sia prospetti economici in base ai quali il recupero degli oltre 12mila metri quadri del complesso richiederà circa 30 milioni di euro.
Il Dams, corso dedicato alle discipline artistiche, musicali e dello spettacolo, formerebbe un nuovo polo universitario con Scienze della comunicazione da associare all'istituto musicale Braga e al nuovo teatro, cui il Comune deve trovare una collocazione definitiva. L'università contribuirebbe con ricavi della vendita dell'ex rettorato di via Crucioli, o permutando questo immobile con parte dell’ex manicomio, mentre l'amministrazione cittadina interverrebbe con una parte del proprio patrimonio in aggiunta ai tre milioni stanziati da Fondazione Tercas. Nell'enorme complesso troverebbe spazio anche uno studentato intorno al quale creare altri spazi recettivi e commerciali affacciati su una piazza. «Il complesso dovrà economicamente reggersi da solo», fa notare Brucchi, «per questo inviteremo al tavolo portatori d'idee e di risorse economiche da sommare a quelle degli enti». Il progetto, a detta del primo cittadino, contribuirà a rinsaldare il legame tra l'ateneo e la città, con quel rafforzamento dei servizi auspicato dal rettore. Anche la Asl, che è proprietaria dell'ex psichiatrico, farebbe la sua parte trasferendo nell'area uffici e servizi. «La presenza di attività legata alla sanità rientra nella pluralità di funzioni», fa notare Brucchi, «ma sarebbe necessaria anche per i vincoli di destinazione d'uso del complesso». (g.d.m.)
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