Daniela, di madre teramana, morta col marito e il figlio

TERAMO. Daniela Natalucci aveva 42 anni. Si è spenta tra le macerie del terremoto del 24 agosto insieme al marito Candido Sigismondi, 46 anni, e al figlio Riccardo, nove anni. La madre, Giuseppina...
TERAMO. Daniela Natalucci aveva 42 anni. Si è spenta tra le macerie del terremoto del 24 agosto insieme al marito Candido Sigismondi, 46 anni, e al figlio Riccardo, nove anni. La madre, Giuseppina Delli Compagni, è nata e cresciuta a Teramo. Qui vivono gli zii, i cugini e la nonna, Maria Pompetti, alla quale era molto legata.
Una cugina di Daniela, la giornalista Agostina Delli Compagni, ci ha inviato questo ricordo. «Un sorriso timido, due occhi vispi e intelligenti, un carattere forte. E testarda, tanto, come ogni montanara purosangue. Ad Amatrice era solo in vacanza. Ma i tre quarti della sua vita li ha trascorsi tra quelle montagne. Lì vivono i genitori, un fratello, una sorella, uno zio insieme agli amici d'infanzia e di liceo. Chiede sempre "posso", risponde sempre "grazie" e dimostra il suo affetto senza troppe smorfie, a quelle preferisce i fatti. È la più piccola di quattro fratelli e trascorre la sua infanzia in campagna, a pochi chilometri da Amatrice. Ama aiutare il prossimo, una dote che si concretizzerà in una professione. Frequenta il liceo scientifico di Amatrice ma, conseguito il diploma, sceglie di iscriversi all'università dell'Aquila, al corso di assistente sociale. Mezz'anno vive lì, ma la nostalgia di casa la riporta tra le sue montagne e sceglie di non frequentare i corsi. Subito dopo la laurea iniziano i primi casi da affrontare sul suo territorio. Si dedica con passione al suo lavoro, ci crede molto. Poco dopo arriva il grande amore, Candido. Anche lui è di Amatrice. Si sposano e decidono di andare a vivere a Roma.
"Tranquilla, se dovesse capitarmi qualcosa lo verresti a sapere subito". Una frase detta qualche anno prima alla suocera, in ansia per i suoi primi spostamenti in macchina nella caotica Capitale, riecheggiano tra i ricordi dei parenti. È andata davvero così, Daniela. Si è saputo subito. A scavare tra le macerie c'era Antonio, il fratello che è nell'esercito. È uno dei primi corpi che estrae dalle macerie. Sa dove abitava la sorella quando era in vacanza ad Amatrice. In quella casa non ci sono solo Daniela, Candido e Riccardo. In un'altra stanza c'è Serena, la figlia del fratello Roberto. Lei ce la fa, gli altri purtroppo no. Una famiglia affiatata, gioiosa e unita. E distrutta in venti secondi. Un destino avverso li ha voluti lì, in quel momento. Poche ma inesorabili coincidenze: le ferie di entrambi, la voglia di staccare la spina e la famosa sagra. Qualche giorno di agosto era dedicato alla famiglia d'origine, al riposo. Erano orgogliosi di quel piccolo rifugio antico in pieno centro. Nessuno immaginava che si sarebbe trasformato in una trappola senza uscita».

