Danneggia una scuola e devasta il pronto soccorso: polacco fugge dall’udienza con l’auto rubata

Ore di caccia all’uomo: scappato dal tribunale si è tuffato nel fiume, ha guidato per chilometri e si è nascosto nel bosco
TERAMO. Era stato arrestato mercoledì dopo aver danneggiato la finestra di una scuola a Martinsicuro e devastato gli arredi del pronto soccorso di Giulianova. Ieri, durante l’udienza di convalida, mentre il giudice lo rimetteva in libertà, ha perso di nuovo il controllo: è fuggito dal tribunale, si è tuffato nel torrente, ha rubato un’auto, ha percorso alcuni chilometri fino a finire fuori strada nella zona di Poggio Cono. Nudo e scalzo, ha vagato nel bosco cercando di sfuggire alla cattura fino a quando non è stato bloccato dalle forze dell’ordine grazie al supporto di un elicottero della polizia e di un quad messo a disposizione degli agenti da un uomo del posto. Sequenze da film quelle che si sono susseguite dal mattino fino al tardo pomeriggio di ieri. Il protagonista è un 32enne polacco: durante l’udienza in tribunale a Teramo è fuggito e inseguito dai carabinieri si è lanciato nel Vezzola.
Quando è riemerso, si è denudato e ha cercato di far perdere le proprie tracce: è entrato nel cortile di una casa, da dove ha rubato un’auto con la quale è scappato a tutta velocità sfondando il cancello d’ingresso. Poi, giunto nella zona di Poggio Cono, ha speronato l’utilitaria di una donna finendo con l’auto in una scarpata. Non si è fermato neppure in quel momento. Anzi: è sceso dal mezzo, ha rubato dall’interno dell’auto dell’automobilista una borsa e delle cesoie da giardino, e ha proseguito la fuga a piedi nella vegetazione circostante. Intanto, polizia, finanza e carabinieri continuavano a inseguirlo anche col supporto dall’alto di un elicottero levatosi in volo da Pescara e che è risultato decisivo nelle ricerche.
Decine di uomini impegnati per ore a una caccia al fuggitivo dai tratti rocamboleschi. Alle attività hanno preso parte anche i vigili del fuoco che hanno dato supporto nell’area boschiva dove il polacco aveva trovato rifugio. Durante le fasi di ricerca, un uomo che si trovava nella zona con il proprio quad, l’ha messo a disposizione di due agenti della squadra Mobile che sono così riusciti a raggiungere il 32enne nel fosso dove si era nascosto. Vistosi braccato, non ha però mostrato alcun cedimento ed ha reagito con violenza quando i poliziotti gli si sono avvicinati: ne è nata una colluttazione, resa critica dalla forza e della corporatura imponente dello straniero. Gli agenti sono riusciti a bloccarlo, riportando però diverse ferite alla testa, alle braccia e alle gambe. Fortunatamente non gravi. L’arresto è stato reso possibile dal supporto tempestivo dato dagli agenti della Volante e del reparto Prevenzione crimine, e dai carabinieri arrivati celermente nel fosso. Il 32enne è stato rinchiuso nel carcere di Castrogno.
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