Danni da neve, Teramo chiede 17 milioni

Il Comune ha presentato 26 domande per edifici pubblici e strade, sono 75 quelle dei privati. Si cercano altri fondi
TERAMO. Sedici milioni e mezzo di euro di rimborso per i danni della nevicata del 2017: è la richiesta partita da Teramo sulla scorta del fondo da 100 milioni messo a disposizione per il cosiddetto cratere nevoso nel decreto Rilancio in seguito al pressing dell'Anci e al lavoro del commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Le risorse mirano a ristorare enti pubblici e privati cittadini del Centro Italia che nel gennaio 2017 hanno subito conseguenze dalla storica nevicata preceduta dal terremoto.
LE RICHIESTE. Le domande presentate dagli enti pubblici teramani sono state 27, delle quali 26 dal Comune e una dall'università per un importo complessivo di 13 milioni di euro. Sono state 75 invece le domande dei privati: 67 sono risultate valide, per 3,5 milioni di euro, e riguardano in particolare 51 cittadini e 16 attività produttive (soprattutto agricole).
IL COMUNE. La parte più corposa dei rimborsi attiene al Comune che ha inviato richieste per strade, scuole e impianti sportivi. In particolare nell'elenco troviamo la scuola di Forcella, gravemente danneggiata: per l'edificio sono stati chiesti 1,3 milioni di euro. Chiesti poco più di 180mila euro per la scuola di Valle San Giovanni e 250mila per l'ex scuola di Cartecchio che ospitava il comitato di quartiere. Ancora: chiesti complessivamente 700mila euro per il Palascapriano e per il palazzetto di San Nicolò, e poco più di 112mila euro per i danni subiti dal circolo tennis. Ammonta a due milioni di euro la richiesta di rimborso per i capannoni di via Orto agrario, che verranno delocalizzati. Tante le strade danneggiate e gli smottamenti causati dal binomio sisma/neve 2017, soprattutto nelle frazioni: da Castrogno a Sciusciano, dalla Specola a Villa Romita, da Forcella a Poggio San Vittorino. Sono diciotto complessivamente le richieste di rimborso per questa tipologia di danni.
L'ATTIVITA' DEGLI UFFICI. Il vice sindaco e assessore alla Protezione civile Giovanni Cavallari nel corso della conferenza stampa di ieri, organizzata per presentare i dettagli dell'attività, ha speso parole di lode per gli uffici che, ha detto, «in questi mesi hanno lavorato sodo per mettere insieme carte e documenti che provassero il nesso di causalità fra il sisma, la neve e i danni: un'attività straordinaria, condotta con estrema professionalità e che avrà una ricaduta importante sul territorio nel momento in cui saranno concessi i fondi. Si tratta di una somma rilevante che permetterà finalmente di intervenire su quelle situazioni rimaste ferme al palo, in particolare sulle frazioni, e di reinvestire le somme che invece il Comune ha già speso laddove era intervenuto».
IL LAVORO PROSEGUE. Il sindaco Gianguido D'Alberto ha rimarcato la centralità dell'Anci e dell'impegno di Legnini nell'ottenere fondi ad hoc per l'evento neve: «Si era trattato di una calamità dalla portata eccezionale che doveva avere risorse mirate per aiutare i territori a risollevarsi: il lavoro prosegue ovviamente per la ricerca di altri fondi da integrare a questi», ha detto il sindaco.
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